Askourt. One message. One buy.

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ENG/ In FTA family (Fashion Technology Accelerator), the new member promises to support the customers during the shopping in the e-commerce. Askourt, an Israeli‘s startup is enter in the FTA Milan portfolio to reach the new goals in the Italian market, in support the famous fashion brand and to improve the conversion rate. Funded in the 2015 from Tomer Limoey, Askourt wants support the customer via social paltforms and mobile app, during the shopping time, beacuse a past research has demonstrate that only 14% of people follow the social advertising and the 78 percents of people trusts of the opinion of their friends. Askourt is a plugin that to install in any e-commerce platforms and permits without exit from the ecommerce to ask the opinion and information with sms, WhatsApp or Facebook, and with this method wants to encourage the customer to closed the buy process. A recent Business Inside report declared that from 4 years the mobile shopping reaching the 45% of the total buying operation on the web. With Askourt the startups inside FT Accelerator runs to 8 and creates a diversified International portfolio.


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ITA/ Una nuova società entra a far parte della famiglia di Fashion Technology Accelerator Milano (FTA). Askourt è una startup israeliana nata nel 2015 da un idea di Tomer Limoey, per supportare gli utenti durante la fase di acquisto sugli e-commerce. In pratica Un plugin viene installato nel megozio virtuale e questo permette di chiedere consigli attraverso un sms o messagi via Whatsapp o Facebook. Solo il 14% si fida della pubblicità online, e circa il 78% preferisce un aiuto di un conscente. Askourt vuole aiutare a rendere più profittevoli gli e-commerce dei fashion brands italiani, anche sulla previsione data da una recente studio di Business Inside, dove si evidenzia che entro 4 anni, il 45% degli acquisti sul web arriveranno dagli smartphone. Con Askourt salgono a 8 le aziende nel portafoglio sempre più intrnazionale di FTA Milano.

Fabrizio Chiara

Smartwatch is Cool.

ENG/ It’s “Smartwatch time” More fashion brands goes to growing fast in this market. Many fashion brands closed the deal to licensing with the big players in tech ecosystem, with custom product, and co branding action. Maybe the fashion will be the righ channel to reach the new important goal for IoT and wearable device after the first partnership Hermès/Apple. Fossil, the American big player in luxury tech accessories will developed a fashion smartwatch for Chaps, Diesel, Emporio Armani, Kate Spade New York, Michael Kors, MisfitSkagen. This step was very important for Fossil after Misfit aquisition last october. Also the LVMH group runs in the smartwatch market with Tag Heurer and in the next 2017 launching 2 new brands, Hublot and Zenith. The last news is about Bulgari. After the wolrd premier last year during Baselwolrd 2015, is ready to sell its Diagon Magn@sium. With Mastercard contactless solution and the military encrypted technology made by Wisekey, Bulgari tech watch permit to pay, open the doors of cars and their hotel rooms, and more other fuctions developed with their partners in this incredible challenge.

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(foto: Pambianco e Google Images)

ITA/ E’ oramai chiaro che il nuovo trend della tecnologia, si chiama “smartwatch”. Sempre più marchi si stanno muovendo per prendersi la loro nicchia di mercato, appoggiandosi a grosse aziende specializzate nel settore hi-tech, marchiando, personalizzando, chiudendo licensing. La moda può essere davvero il canale giusto per aumentare la diffusione di questi gadget elettronici, forti di una presenza più capillare e riconoscibile sul mercato. Dopo la linea personalizzata per Hermès di Apple Watch, Fossil, colosso americano (anche dopo aver acquisito Misfit lo scorso ottobre per 260 milioni di dollari), ha dichiarato che gestirà il prodotto wearable per i marchi Chaps, Diesel, Emporio Armani, Kate Spade New York, Michael Kors, MisfitSkagen. D’altronde il gruppo francese del lusso LVMH, aveva mostrato il suo interesse con lo smartwatch di Tag Heuer e a Basilea lo scorso mese ha annunciato che nel prossimo biennio 2017/2018 sul mercato porterà Hublot e Zenith. Non a caso Bulgari a distanza di 365 giorni, ha annunciato di essere pronta con il suo personalissimo orologio tecnologico, che integrerà la possibilità di pagamenti mediante la soluzione contactless di Mastercard. Grazie alla tecnologia di cyber sicurezza di Wisekey, si potranno utilizzare tutti i servizi Bulgari Vault Application protetti da un sistema di cifratura dei dati sensibili, che verranno clonati e salvati in un centro di sicurezza blindato in un bunker militare svizzero. Tra le altri funzioni studiate da Bulgari, anche la capacità di aprire le porte di auto e hotel e altre soluzioni dei partner partecipanti all’iniziativa.

Fabrizio Chiara
(@minitaxi)

POWA. A story of failure.

Blaggando.powa(photo: TechCrunch)

ENG/ For nature, I’m a sceptic man (not a critic) but when i read some stories, i believe are only a bluff. When in the 2013 i read in TechCruch about Powa Technologies, some aspect i was not enthusiastic. The QRcode for me was not a great and disruption technology, because it was only the new barcode and stop. The problem was not a QRcode, but the Dan Wagner vision of their products. Do you image a reatil stores with only QRcode, without products? In the stores the people formed a queue in front of the dressing room. Ok the story is this. In the 2007 Dan Wagner (after a last positive experience in digital market), decided to funded Powa Technologies with some money. Some millions dollars. With a good skills team in e-commerce and other tech specifics, they developed a some digital integrated solution for new shopping and payment experience, one of these was PowaTag. After 6 years in August, Wagner raised $ 76 millions from Wellington Management and in February 2014 other $ 20 millions. Always in the 2014 Powa buyed an Hong Kong copetitor MpayMe, and the evaluation of the Powa was circa $ 2,7 billion dollars. The ball was inflated. The stimated evaluation was confirmed with a new fundraising operation, always with Wellington Management for other $ 80 mil. Powa growing fast and open many offices in the world New York City, Atlanta, Paris, Madrid, Hong Kong, Toronto, Amsterdam, Hamburg, San Diego, Miami, Milan, Stockholm, Singapore and Beijing. London, in the famous Heron Tower was the Headqauter. 500 employees but the revenues didn’t grow. I don’t know people that used this technologies. Nobody. In the 2015 the prospective of the revenues was stimed $ 80 mil. Only an idea. The rest of the story is the today story. Deloitte was engaged to solve the emplyees problems and the cash crush. In the Powa bank account there are only 250.ooo dollars and over $ 16 millions of debit. The parts of the company will be selling to solve this debit. This is the failure’s story of Powa Technlogies, a story of the old unicorn.

Blaggando.powa.impresa(Foto: Impresamia)

ITA/ Sono uno scettico per natura (non un criticone, si sappia) ma quando leggo certe storie, mi viene il presentimento che tutto sia un bluff. Quando nel 2013 lessi l’articolo di TechCrunch su Powa, qualcosa non mi entusiasmava. Fin dalla nascita il QRcode, non è mai stato un prodotto che mi abbia poi tanto colpito, pratico (come un codice a barre) in sostanza cambia poco, se non che ti rimanda ad un sito internet dopo averlo scansionato con una fotocamera di un cellulare. Ma il punto non è il QRcode, ma il sistema che Dan Wagner professava, come il metodo che avrebbe stravolto completamente il modo di fare acquisti nei negozi e sul web. Voi, ve lo immaginate un negozio fatto solo di foto? Bah, io proprio no, soprattutto perchè le code ai camerini sono sempre lunghe come una quaresima. Detto questo, Nel 2007 nasce Powa Technologies con alcuni milioni di dollari messi prorpio da Wagner (che aveva fatto soldi precedentemente con altre aziende digitali). Lui e il suo team si mettono al lavoro, esperti di e-commerce e di come migliorare l’eperienza di acquisto con i nuovi strumenti elettronici, permette a loro di creare soluzioni web e non solo, in grado di integrarsi con i sistemi più usati. Arriviamo al 2013 e qui inizia a gonfiarsi la storia. Una grossa operazione di raccolta di capitali ad agosto, porta nelle casse di Powa 76 milioni di dollari, ai quali se ne aggiungeranno oltre 20 milioni a febbraio 2014. L’azienda punta ad espandersi aprendo sedi in diverse parti del mondo. Intanto il tempo passa e a giugno Wagner spende 75 milioni per comprarsi un concorrente asiatico, MpayMe, e il valore dell’azienda (secondo lui  raggiunge i 2,7 miliardi). La stima pare fosse corretta, perchè a novembre 2014 chiude un terzo giro di raccolta di capitali (detto anche Round C) di 80 milioni sempre con i primi investitori, quelli di Wellington Management che ne dimostra il valore. Da qui si parte veloci e si raggiungono numeri davvero grandi. 500 dipendenti, sedi in mezzo mondo oltre alla mega sede di Londra nel famoso Heron Tower, anche New York City, Atlanta, Parigi, Madrid, Hong Kong, Toronto, Amsterdam, Amburgo, San Diego, Miami, Milano, Stoccolma, Singapore e Pechino. In Italia il general manager Germano Marano, chiude pure contratti con Rai Pubblicità, dicendo che anche qui i tempi sono maturi. Nel settore fashion, il gruppo Miroglio fa dei test con la tecnologia supportata da Nuvò (azienda tecnologica ora proprietà di H-Farm) che di tecnologia dovrebbe intendersene. Io francamente, non conosco nessuno che abbia mai usato davvero la tecnologia di Powa per fare acquisti, nessuno. Siamo nel 2015 e qui il fatturato era stimato per 80 milioni, a pochi mesi dalla fine dell’anno, Wagner diceva che stavano costruendo un prodotto più grande di quello di Alibaba. Ma magari. Tanto interesse da parte di aziende (anche grandi), ma le stime e gli obbiettivi, sono rimasti tali. Tanto fumo e poco arrosto. La storia di oggi la si conosce. Deloitte viene nominata a gestire una crisi enorme (nel mondo del fintech fallimenti del genere non so quanti se ne siano visti), con dipendenti a casa, casse vuote (semmai piene di debiti per circa 16 milioni di dollari) e le unità vendute a pezzi per raccimolare il più possibile. Powa, storia di un fallimento.

Fabrizio Chiara
(@minitaxi)

Ferragni. Amazon, Pantene e negozi.

1Highsnobiety_Chiara-Ferragni_Luigi-Miano-copia(TBS Crew)

ENG/From blogger to entrepreneur. Rear The Blonde Salad blog there’s a great man, Riccardo Pozzoli, CEO and Co Founder of TBS Crew srl. The project is started with Chiara Ferragni and Riccardo together (also in the real life, in couple). Now the business is evolve to from the blog to new branch of the fashion world. The next step will be open a flagship store in Milan next year with a brand Chiara Ferragni Collection. This fashion brand is sell in 300 stores and generate the 75% of total revenues group. Last year TBS Crew srl has generated 10 milion Euro in revenues (+30% of 2014). With over 5 milions follower in Instagram, 27 fashion cover and brand ambassador actions for Pantene and Amazone Europe (a new fashion brand made by Amazon), and the new business division to managa the image of influence people (Valentina Ferragni, a little sister of Chiara, is the one of these) will be easy to grow fast and reach the new future goals for young TBS Crew team.

Chiara-Ferragni(Pambianco News)

ITA/ Da blogger a imprenditrice. Dietro alla bionda dell’insalata però c’è un astuto e capace Riccardo Pozzoli che per il business, ha un fiuto incredibile. Chiara Ferragni e Riccardo sono partiti insieme (anche nella vita insieme come coppia) lanciando il blog The Blonde Salad, che con il tempo ha iniziato a macinare numeri su numeri entrando nella top list dei fashion blog più visualizzati e seguiti. I nuovi media sono stati degli ottimi strumenti per cavalcare l’onda e con gli oltre 5 milioni di follower su Instagram, i prezzi per comparsate e azioni di brand ambassador sono saliti costantemente e insieme agli altri business creati attorno al core del blog, la società TBS Crew S.r.l. ha raggiunto un fatturato annuo (2015) di 10 milioni di Euro. Ora il salto naturale è proprio quello di aprire un flagship e si parla di Milano ovviamente, nel 2017. Chiara Ferragni Collection, che è già presente in oltre 300 negozi, inizierà a muovere i primi passi da sola, mirando ad aumentare il fatturato che solo questa parte del business vale il 75% del totale. 27 copertine conquistate sui periodici di settore, testimonial per marchi come Pantene e la nuova etichetta di moda Amazon Europe, la nuova divisione di management per personaggi influenti (in cui compare anche la sorellina minore di Chiara, Valentina Ferragni), diciamo che le carte buone per giocare un’ottima partita le hanno in mano i ragazzi di TBS Crew.

Fabrizio Chiara
(@minitaxi)

Dressed by YAR’s sound.

YarBlaggandoHiFi

ENG/ Last tuesday i gifted an incredible sound experience to my partner. We went in a special room of I3P, the most important Italian Startup incubator hosted by Turin’s Polytechnic. After a Sky crew interview, Adriano Marconetto invites us to seat in front of the particolars speaker composed of wood, metal and many parts of carbon fiber (i love the carbon fiber). Adriano is a serial entrepreneur and for his experience is an Independent Board Member of Basic Net (a famous Italian Fashion company that include K-Way, Superga, Kappa and more) for exemple, and he lives from Turin and Silicon Valley to follows his entrepreneur bet. After Vitaminic‘s startup experience with Gianluca Dettori, Marconetto is on board at YAR. When he turn on the “ufo” with the tablet, a blue light start with the sound and me and Giancarlo are cover by this. The Dire Straits music mixed with the classical music and rock ‘n roll to taste a good effect and the sound is poetry. For the first time in my life the music limit our voice during the sound check…amazing. After more years of work and RnD, Giancarlo Sopegno has developed the best HiFi system in the world and with Adriano and YAR team want to sell a 100 limited series of YAR system in the world to selected clients. The problem is not the expensive price 250.000 Euros, but the YAR HiFi works in a good ambient. For this reason the YAR team with a new Italian experience, offer the installation everywhere in the world, after a “room check” to study a best sound solution and experience. Born near Turin and sell around the world, YAR and Adriano given us an incredible sound experience, and me and Giancarlo was very lucky because we got the possbility that only 100 rich people can afford.

YarBlaggando

ITA/ Martedì scorso, ho deciso di fare un regalo al mio socio, durante una pausa tra due incontri. Entriamo all’incubatore I3P del Politecnico di Torino (luogo in cui si respira aria di innovazione h24), ed entro in uno ufficio molto particolare, prendendo il posto di una troupe di Sky che prima di me, aveva deciso di provare un’esperienza unica, per poi poterla raccontare ai suoi ascoltatori. Anche la Tv di Murdoch era li per un’intervista ad Adriano Marconetto. Adriano è un tipo che di aziende ne ha fatte tante, uno che siede nel board di Basic Net (per capirci K-Way, Superga ed altri marchi del gruppo di Mr. Boglione), che vive tra la Silicon Valley e il Piemonte per seguire i suoi progetti imprenditoriali. Dopo un passato da socio di Gianluca Dettori in Vitaminic, la musica non lo ha mai abbandonato essendo una sua passione. Ci mettiamo comodi e ci mostra un tablet che ad un tratto, accende un “ufo”. YAR si mostra ai nostri occhi sotto forma di legno, metallo e carbonio, tanto di quel carbonio che forse non lo si trova nemmeno su una formula uno. Una luce blu illumina il dorso dell’amplificatore che un attimo dopo, inzia a far cantare delle casse che sembrano arrivare da Marte, e che diffondo la musica dei Dire Starits sia frontalmente che posteriormente, senza intereferenze, senza che il suono risulti disturbato. I brividi che partono dalla schiena a colpi di melodie classiche che si mischiano con qualcosa di più rock, perchè Adriano ci mostra la potenza di questo impianto HiFi che non ha eguali ai suoi livelli. Non sono i 250.000 Euro a lasciarci senza parole, ma la qualità che questa impressionante opera di ingegneria sviluppata da Giancarlo Sopegno, che dopo anni di lavoro e studio ha prodotto qualcosa di incredibile. Mai successo prima, che la musica scendesse di volume a tal punto da abbassare il tono delle nostre voci senza mai scomparire, continuando ad avvolgerci. Questo è uno dei motivi per cui Adriano va fiero di questa ultima novità da imprenditore e che vuole spingere fuori dai confini nazionali con l’obbiettivo suo e della squadra di YAR, di vendere 100 pezzi unici e basta, perchè non può essere un prodotto per tutti. Non è un discorso di soldi, qui si tratta di vendere un impianto che richiede spazi che non tutti hanno a disposizione. Al momento due impianti sono stati venduti e nel pacchetto “all inclusive” YAR offre un sevizio davvero totale, che nessuno al mondo, nemmeno i loro concorrenti che hanno apparecchi incredibili e con un prezzo superiore, danno ai loro importanti clienti. YAR sviluppa il prodotto a poche decine di km da Torino, imballa le due casse e l’amplificatore e parte insieme a loro, per andare direttamente nelle case dei suoi clienti per essere ricomposto e tarato, tutto dopo uno studio approfondito della stanza in cui esso prenderà posto. L’experience, che solo noi italiani sappiamo dare, è uno dei motivi che rendono unico questo prodotto. Intanto è passata l’ora che Adriano ci ha voluto gentilmente regalare, in cui abbiamo trovato modo di parlare di un po di cose, di scambiarci feedback su alcune idee, progetti, ma soprattutto il regalo vero, è stato darci la possibilità che solo 100 persone al mondo, avranno il privilegio di poter ascoltare. YAR.

Fabrizio Chiara

Smartphone, tag and new media. MSGM is In or out?

indexENG/ Sometime it’s very hard to think with a logical interpretation, who want goes against to tide. Acutally we don’t know the real numbers about this first part of New York Fashion Week but in the 2015 edition over 31 Mil of photos were shared with the hashtag #NYFW. This number permitted to know the potential of social media during these event and the free adv for the brands. If Twitter is the King of social media platform to share in real time contents, in Italy someone want to ban the social media for its fashion show. The MSGM‘s case is the trend topic from blogger, trendsetter, and press specialized (in the last 24 hours) that image the solution that mr. Giorgetti wants adopting to limit to share outside the event in calendar the next Feb 28 about his collection. Yes, because he dosen’t permitted to share the image before start the summer season when the products will be ready for the reatilers. He has many reasons to adopt this solution but will be able to a boomerang for the brand.

quotidiano(Quotidiano.net)

ITA/ E’ davvero difficile a volte intepretare in senso logico, chi vuole andare contro corrente. Non conoscendo i numeri della ormai conclusa settimana della moda newyorkese, possiamo però attenerci a quelli delle edizioni del 2015 in cui, oltre 31 milioni di foto con l’hashtag #NYFW, sono state condivise (senza considerare quelle senza). Questo numero da un’idea di quanto rumore e attenzione si crea attorno a questi eventi e quanto, i brand possono giovare da questa pubblicità praticamente gratuita. Se Twitter resta il re indiscusso dei social usati per condividere in real time sfilate, outfits e info più generiche, qualcuno in Italia vuole limitare le informazioni sulle proprie collezzioni e per questo, ha deciso di bannare i social media dal suo fashion show. MSGM è il caso che più sta tenendo banco in queste ultime 24 ore, perchè Giorgietti dice che non vuole vedere circolare immagini della prossima collazione A/I, prima della stagione estiva quando la stessa sarà pronta per essere distribuita. Posso capire che la fast fashion abbia una marcia diversa e che possa sfruttare questo periodo ed il materiale fotografico per fare modfiche e lanciare collezzioni similari o che ricordano prodotti di altri brand, ma va anche detto che se limita i media, potrebbe diventare un boomerang questa sua presa di posizione. Intanto il web si scatena con la stampa specializzata, i trendsetter e gli addetti ai lavori che provono ad immaginare quali soluzioni potrebbero venire adottate per evitare che i pochi eletti che presenzieranno alla sfilata del 28 febbraio prossimo, possano rubare e condividere le immagini della nuova collezione. Aspettiamo e vediamo.

Fabrizio Chiara

SHAREWEAR. Don’t buy…Share!

Sharewear info

ENG/ Paolo Stella e Filippa Lagerbäck are the Italian Ambassador of this new bet of Sweden. The new concept of fashion sustainable is calling ShareWear and consist in do not buy the new clothes and accessories, but to take in rental for one week the pieces and after share these with oder people. 1 million tons of clothes are wasted for year, and the Swedish nation always ready to respect and sustainable the nature want to solve this problem. ShareWear introduce the new fashion line via Instagram (a most important fashion channel and photo social network) and the first to reply with the comment, get for one week the clothe. After one week the user re share the image of the clothe and re start the game to inifinite time. The first brands dressed in Italy will be a jacket for man made by Nikolaj d’Etoiles, an importante Swedish brand famous for tech materials and sartorialist concept. For woman Filippa selected a cool jeans created by Weekday the sustainable brand always made in Swedish. You can follow the famous Italian trend setter on their personal Instagram account @paolostella and @filippala to share their clothes and support this incredible movement.

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ITA/ Paolo Stella e Filippa Lagerbäck sono gli “Ambassador” per l’Italia di questo nuovo concetto di moda, nato e lanciato da poche settimane. ShareWear è la prima linea di prodotti di moda, nata non per essere comprata, ma condivisa. La sharing economy è sempre più di moda e per combattere lo spreco di oltre 1 milione di tonnellate di indumenti che vanno buttati tutti gli anni, la Svezia (molto attenta da sempre alla sostenibilità e al rispetto per l’ambiente e dell’uomo), ha deciso di lanciare la prima collezione di capi di tendenza Made in Svezia disponibili per essere condivisi, presi in prestito a costo zero, ma ad una condizione: devono essere ricondivisi. I capi della collezione disponibili in Italia sono la giacca di Nikolaj d’Etoiles, marchio di moda maschile che crea vestiti sofisticati e sartoriali pensati per durare a lungo; ed un paio di jeans da donna di Weekday, marchio scandinavo che produce rispettando ambiente e diritti umani. Il primo italiano ad indossare la giacca è Paolo Stella, attore, giornalista, trend setter, seguitissimo su Instagram @paolostella. I jeans invece verranno indossati per la prima volta da Filippa Lagerbäck, modella e conduttrice televisiva, che racconta la sua passione per la moda e uno stile di vita salutare sul suo profilo @filippala. I social sono uno strumento potentissimo per informare il mondo e speriamo che siano di stimolo per tutti i suoi utenti, attivando un nuovo processo virtuoso che possa aiutare a raggiungere l’obbiettivo che la Svezia si è preposta. Ma come funziona? La collezione ShareWear verrà caricata su Instagram e il primo utente che commenterà la foto di un capo avrà il diritto di prenderlo in prestito per una settimana. Alla fine della settimana, l’utente caricherà di nuovo la foto del capo sul social delle foto più famoso del monso, perché possa essere di nuovo condiviso, e la prima persona che lascerà un commento otterrà il capo in prestito per la settimana seguente. Gli utenti sono inoltre incoraggiati a contribuire alla collezione ShareWear ed a unirsi al movimento condividendo i propri vestiti utilizzando l’hashtag #sharewear.

Fabrizio Chiara
(@minitaxi)

MPA2016. Combyne. The finalist AppCircus event.

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ITA/ Come ogni anno si scaldano i motori di Barcellona, dopo il Consumer Electronic Show (CES) di Las Vegas. A meno di un mese dall’edizione annuale del Mobile World Congress (MWC), iniziano a filtrare le prime indiscrezioni sulle novità che sono state tenute nel cassetto fino ad ora, e che faranno la loro “prima” comparsa pubblica, proprio nella città catalana. L’anno delle tecnologie indossabili (più o meno utili), saranno accompagnate da quelle che sono perennamente connesse con il mondo che le circonda e che formano l’Internet delle cose (IoT). Ma per ogni smartphone nuovo che esce, smartwatch, o altra diavoleria elettronica presente nelle nostre case e nelle nostre vite, le App, sono quelle che davvero ci aiutano a migliorarla. Dopo la notizia del Ceo di Apple Tim Cook di aprire il secondo (primo in Europa) centro di formazione e sviluppo di applicazioni per il mondo Apple nel sud Italia (si parla sempre più frequentemente di Napoli), i numeri sul mercato delle applicazioni mobili hanno preso le prime pagine di giornali e tv. Oltre un milione di persone hanno un lavoro grazie all’App Economy, e generano miliardi di fatturato (Apple deve proprio ai suoi programmatori esterni, molta della sua fortuna). Ma a Barcellona vedremo le migliori App del mondo giocarsi il titolo di Best App al Mobile Premeier Awards 2016 organizzato da AppCircus. IL 22 febbraio prossimo (primo giorno anche del MWC) presso la Sala Apolo (nel centro di Barcellona) fra keynotes di importanti esponenti del mondo tech mondiale, verrà premiata la migliore App giudicata da una giuria di specialisti del settore. Tra le 8 finaliste comapre anche una startup che punta sulla moda: Combyne. Made in Germany l’app da consigli di stile, proponene outfits e nuovi prodotti pronti per essere acquistati direttamente e comodamente dal proprio smartphone. E’ sempre più importante il mercato del M-commerce (commercio mobile), considerando i volumi che crescono a doppia cifra anno su anno e questa App promette di aiutare l’utente (tendezialmente femminile) a fare acquisti ovunque ci si trovi e in qualsiasi momento lo si desideri. La battaglia sarà agguerrita, ma l’app fashion ha tutte le carte in regola per giocarsi il primo posto. In attesa che il fatidico giorno arrivi, nei prossimi giorni parleremo dei prodotti che verranno lanciati al MWC di Barcellona, perchè la moda ama il tech.

ENG/ As every year after the CES in Las Vegas, it’s time to the most important exibition about mobile and smart accessories in Barcelona. The Mobile World Congress is ready to start the next Feb 22-25 with the last products hidden in the box and finally ready to present to the world for the first time. In the year of the wearable and smart technologies always connect with world (the famous Internet of Things) all drives to the mobile app. After the notice of Tim Cook (Apple’s CEO) about the new Trainig Developer Center for Apple OS devices will be open in Italy (maybe Naples, in the south) the 2nd of the world and 1st in Europe, in tv and radio the major of notices about the nuber of App market are very exciting. Over 1 milion new workers in the world and over 10B dollars in revenues conviced more guys to reache this opportunity. In occasion of the MWC, AppCircus is ready to show their annual Award the MPA (Mobile Premier Award) in Barcelona at 22 feb at the Sala Apolo (near to Rambla’s treet) and after the keynote panels will be announce the winner. For the 2016 edition one of the nominated app is Combyne. Made in Germany, the app support the users to find the great style and fashion accessories ready to shop directly in app. For female target Combyne permitted to shop everywhere and anytime you have an attack of shopping. The battle for the fisrt floor is very hight, but a great jury (formed by specialist and etrepreneur in tech world) are ready to select the best challenger. Waiting to 22 feb to see the winner, on the next days we will presented the new prodcuts that will be launch in the Mobile World Congress 2016 and remember. The fashion loves tech.

Fabrizio Chiara

The Italian Fashion Week part 1.

ITA/ E’ andata. La prima parte della moda Made in Italy, è andata in onda negli ultimi 10 giorni con i più blasonati eventi legati alla moda maschile. Tra Pitti Uomo a Firenze, la settimana della moda di Milano ed il White sempre nella capitale della moda italiana, sono andati in onda i nuovi trend dell’inverno prossimo in cuisicuramente il girgio e i marrone saranno i protagonisti indiscussi. Mini sconfina sempre più spesso fuori dai saloni di auto e punta a migliorare il suo posizionamento come brand lifestyle e di moda tra i giovani amanti dell’Union Jack, presentandosi a Pitti con uno stand minimalista ed in linea con il design del marchio. Ricordiamoci che a Firenze la fiera di moda che anticipa le passerelle milanesi, cresce di interesse con un +15% e diventa sempre più meta di buyer che amano l’Italia non solo nel vestire. Spostandoci nel capoluogo lombardo, la Fashion Week Uomo ha riportato un po di vivacità nella città del dopo Expo, con molte sfilate ed eventi compresa la fiera per buyer del White, in cui gli accessori (specialmente gli occhiali) hanno tenuto elevata la qualità dei prodotti. Orolorigi super slim pare essere la nuova moda da polso. Dopo aver fatto un salto in zona Tortona, sono stato alla presentazione di Eleventy, e nello showroom insieme ad un ottimo lunch (di un noto chief milanese), ho avuto modo di apprezzare la nuova linea fatta di materiali pregiati con uno stile semplice ed affascinante. Dopo uno scambio di battute con Paolo Zuntini, ho chiuso la giornata con la sfilata di Vivienne Westwood, la quale ha voluto rendere omaggio nel round finale a David Bowie, dopo la sua scomparsa. Due parole sull’evento “White Goes Digital”, in cui influencer e designer hanno raccontato dai loro punti di vista, quanto sia importante per tutti i player essere sempre presenti su tutti i social network, oramai divenuti mezzi di comunicazione come giornali, radio e tv, e come deve essere gestita la parte dei contenuti, sempre più veicoli di messaggi che possono indurre o meno un potenziale cliente a cliccare sul pulsante “buy”. Manca un mesetto e sarà nuovamente the Italian Fashion Week con la moda donna. Voi ci sarete?

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ENG/ Closed. The fisrt part of the Italian Fashion Week is finished last wednesday. Event, presentation, catwalk were the protagonist with Pitti Immagine in Florence and the Man Fashion Week and White Trade in Milan. Mini is always outside the showroom and presnt inside fashion event. In Pitti’s trade has presented the glamour lifestyle products with minal design in totally feeling with the brand made in Great Britain. I would remember that the Florence’s fair growing this edition to 15% always more apprecieted from the buyer non only for the fashion also for the good food experience and cool city. In the Capital of Italian Fashion, Milan, from presentation, catwalk to White Trade Show was back a cool atmosphere after the Expo event in town. I’m very proud to watch the hight quality product in White, especially fashion accessory and sunglasses (everywhere sites in the fair). I visited the Eleventy presentation supported by the good lunch powered by the famous Milan’s chief. Grey and brown will be the protagonisto of the fall/winter 2016/17. After a mini meeting with the Paolo Zuniti, i was from Vivienne Westwood fashion show, with a tribute to David Bowie lost  last week. Two words about “White Goes Digital” the panel insied White with designer, blogger and influencer that spoke about the most important channels, contents and models to grow fast in fashion markets actually with the new social media platform. Ok, is started the coutdown for the second part of the Italian Fashion Week for woman…You will be there?

Fabrizio Chiara

Merry Xmas followers.

ITA (only Italian version) Un altro anno è passato. Come sempre questo è il momento per guardarsi indietro e ripensare a quanto è stato fatto o non è stato fatto. Insomma, si tirano le somme e si pensa con la testa già proiettata al 2016, immaginando cosa accadrà nei primi giorni, nelle settimane e nei mesi del nuovo anno. L’evoluzione del settore fashion tech, sta portando l’Italia a crescere negli acquisti su Internet (basti pensare che per i regali del Natale 2015, oltre il 21% degli italiani acquisterà accessori moda proprio sugli e-commerce), complici i nuovi strumenti messi a disposizione dalla rete, come ad esempio il nuovo sistema di notifiche lanciato da Pinterest pochi giorni fa. I protagonisti del prossimo anno, saranno sempre più i gadget elettronici indossabili, i cosidetti wearable accessories che faranno parlare sempre più i nostri abiti, con la scusa di monitorare i nostri copri per aiutarci a vivere meglio e stare più in salute.

and-christmas-cute-dear-followers-Favim.com-151119Il mondo corre velocemente e le notizie non si fermano mai, per cui saremo sempre più bombardati da video, immagini, notizie dal mondo delle passerelle e della moda che vive, cresce e si adatta al proprio mercato proprio grazie agli abitanti di Internet. Con le scuse di sconti, prezzi pazzi e gift card, scambieremo i nostri dati in cambio di shopping a buon prezzo, senza pensare che stiamo regalando “noi stessi” alle multinazionali che vogliono convincerci sempre più, a spendere per comprare un fast fashion che nasconde dietro di se poca sostenibilità ambientale, etica e rispetto dell’essere umano. C’è troppo sfruttamento di tutto e questo prima o poi, ci presenterà un conto più salato di quello che ora non ci interessa sapere. Da tutto questo però, la ricerca nel settore dei materiali, della tecnologia cercherà di fare il suo meglio per ridurre tanti dei rischi elencati sopra, portando ad una evoluzione sempre più meritocratica nel settore. Il ritorno in Italia della qualità vera dei prodotti marchiati Made in Italy lascia ben sperare anche dal punto di vista della ripresa del bel paese che proprio grazie al mondo della moda, è riuscirita a tirare avanti durante questo periodo di magra, ridando il giusto merito e valore ai prodotti pensati, creati e prodotti da mani sapienti e da tradizioni centenarie che ci invidiano in tutto il mondo. Godiamoci un po di sano relax dopo un anno di duro lavoro, dedicando un po del nostro tempo alle cose e alle persone a cui vogliamo bene. Stacchiamoci da smartphone e tablet, dai social, meno vita ON e più vita OFF line ci farà bene e ci permetterà di ricaricarci di energia positiva che ci servirà, per ripartire alla grande e affrontare il nuovo anno in arrivo. Buon Natale e Anno nuovo a tutti voi miei cari followers.

Fabrizio Chiara

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