UNO. The first GlassUp model

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ENG
/ It’s time to change the schemes and also this time the first mover is Italian. After 4 years of reserch and development, fundrasing and testing, the next 4/5 october in Santa Clara, CA during the Wearable Technoogy Show 2016, GlassUp the Italian tech startup will launch its first product “UNO”. Minimal and elegance Italian design, good materials in different colours are the first reason UNO wants to grow fast in fashion tech sector and create a new trend. The AR technology deveolped totally in home interacts with a multi sensors 9 axes, is connected to the smartphone via bluetooht, and the battery life is 8 hours circa. There aren’t other competitors after Google Glass and also the price is very interesting. In pre-order you buy UNO for € 399 and the first production will start in the first months of 2017.

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ITA/ E’ il momento di cambiare gli schemi e anche questa volta il primo a farlo a farlo è un italiano. Dopo 4 anni di ricerca e sviluppo, raccolta di fondi e test, il prossimo 4/5 ottobre a Santa Clara (California), durante il Wearable Technology Show 2016, GlassUp, una startup tutta italiana lancerà il suo primo prodotto sul mercato. Si chiamerà “UNO“. Design ed eleganza minimale Made in Italy, i migliori materiali e in coloro assortiti, UNO, vuole crescere velocemente creando un nuovo trend nel settore degli accessori di moda indossabili e tecnologici. La tecnologlia della Realtà Aumentata è stata sviluppata nei laboratori italiani, ed interagisce con alcuni sensori, tra cui giroscopio, accelerometro e Ccompass a 9 assi, il tutto connesso con lo smartphone in modalotà bluetooth e con una batteria che garantisce 8 ore di utilizzo. Dopo i Google Glass nessun altro aveva provato a buttarsi in questo mercato, soprattuto con un prezzo in linea per un mercato di massa. UNO saranno disponibili al pre ordine ad un prezzo di 399 €  e la produzione industriale sarà avviata nei primi mesi del 2017.

Fabrizio Chiara

THE TOUCH. The lover’s ring.

ENG/ Often in Blaggando, we told of the tech story linked to the fashion. Sometimes we spoke of jewellery tech product and for the 3rd time we tell you of the ring. After the Ringclock, a ring timepiece, Ringly, the the smart ring, today we present the Touch. This technological and characteristic jewel made by pink gold, sapphire surface protection, and many miniaturized technologies permit to stay connect with your partner everywhere you are. With the Touch you can listen the heartbeat of your lover with a tap. The ring is connect to via bluetooth with a mobile app installed in the smartphone and this trasmitted a signal that active the heart sensor present inside the ring. For the eternal promise maybe is not ideal because the woman preference is always a diamond, but for controlling your partner when you’re separated, is a valid and precious assistant. You buy the Touch for the modest price: $ 599 for entry level and $ 2.990 for the luxury’s series.

ITA/ Spesso in Blaggando parliamo di tecnlogia legata alla moda. A volte abbiamo parlato di gioielli tecnologici e per la terza volta vi parliamo di anelli. Dopo l’anello orologio di Ringclock e quello smart di Ringly, oggi vi raccontiamo di the Touch. Questo particolare gioiello fatto di oro rosa, protezione in zaffiro e tecnologia miniaturizzata, permette a chi lo indossa di rimanese collegato ovunque con la propria metà. Con the Touch, si può sentire il battito del cuore del proprio partner con un tocco. L’annello si attiva e manda un segnale che attiva il sensore cardiaco presente nell’annello, permettendone appunto l’ascolto. Per la promessa di amore eterno, forse non è prorpio l’ideale visto che le donne prefersicono sempre il diamante, ma per controllare a distanza il fidanzato/a è sicuramente un prezioso assisente. the Touch si può ordinare per la modica cifra di 599 dollari nella versione basica e per 2.990 dollari, la versione lusso.

Fabrizio Chiara

The clothing had been returned by 63% of them.

ENG/ The new era of ecommerce developed a new concept of shopping. If you want to try more clothing’s items in totally free time at your house, you can buy all you want and recived directly without problems. This method created a great problem for the company that manage more returned. Yes, because the research show that 63% of the items had been returned. Now is foundamental to get the free returned option but the high costs reduced the margin profit of the ecommerce and often more product goes to the trash beacuse used and not only try. The BBC interview describe this problem…”You would try it on, you would touch it, you would feel it, you would see how it fits in the changing room and when you’ve made that purchase you are more likely to keep hold of it. Whereas these days we are noticing a trend of consumers buying multiple sizes of the same product so they use their bedrooms as their changing rooms” he added Lee Bloor, from Lavish Alice fashion retailer.
Will be possible to change this solution with a new and sustainable model?

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ITA/ L’era del commercio elettronico ha sviluppato unnuovo concetto di acquisto. Se vuoi provare dei vestiti o degli accessori in tutta libertà a casa tua, tu puoi comprare quello che vuoi e faretlo spedire senza problemi. Il problema è che questo sistema sta dando grossi problemi ai negozi virtuali perchè si trovano a gestire un prblma enorme, quello del ritorno in azienda. Si perchè una ricerca ha dimostrato che il 63% dei capi comprati, poi viene rispedito indietro. Ora è fondamentale offrire un servizio di reso gratuito, perchè tutti offrono questo servizio, anche se riduce il margine di profitto che le aziende hanno dalle vendite, e spesso i prodotti che tornano indietro sono anche stati usati a tal punto da dover essere buttati via. Un’intervista della BBC a Lee Bloor del negozio Lavish Alice, dimostra il fatto che “gli utenti hanno l’esigenza di provare, toccare, indossare e guardarsi come in un camerino, per far si che l’azione di acquisto sia più promettente ed efficace. In questi giorni stiamo assistendo ad un nuovo trend, quello di comprare più taglie di diversi prodotti e usare la propria camera da letto, come un camerino di un negozio”.
Sarà possibile cambiare questo modo di fare shopping con un nuovo e più sostenibile per le finanze degli ecommerce?

Fabrizio Chiara

Thin Ice 2.0. Ready to beach underwear test.

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ENG/ Are you ready to beach underwear test? If no, Canadian startup has invented the great solution to support you in challenge. The wearable technology linked to the fantasy and Scientific research, sometime develop a interesting solutions to combact the one of  most important problem for many people. The Obesity. Yes, the Thin Ice vest stimulates the body with cold temperatures to induce an estimated 500-1000 calories of thermogenic calorie burning. The project was funded in Kickstarter and continue to raising money with over 13k dollars from the goal. The product is very easy and you can dress everyday everywhere without outfit problem because is vrey thin and flexible. With a mobile app we can monitoring the performance and manage the temperature in manual or automatic mode. If you want to be ready with a sexy body support this incedible solution.

ITA/ Seite pronti alla prova costume? Se la risposta è no, c’è una novità creata da una startup candese che può aiutarvi. Quando la tecnologia indossabile si mischia alla fantasia e alla ricerca scientifica a volte si creano interessanti risultati che aiutano a combattere il problema di molte perosne. L’obesità. Si perchè Thin Ice vest, stimola il corpo abbassando la temperatura corporea, inducendolo così a bruciare dalle 500 alle 1000 calorie. Il progetto lanciato su Kickstarter ha già superato il goal di oltre 13.000 dollari ed ha ancora 25 giorni di tempo per continuare a raccogliere altri fondi. La “canottiera” è facile da indossare e protare, la sua sottile forma ed elasticità permette di essere usata sempre. Una applicazione mobile aiuta l’utente a gestire la temperatura e a monitorare le prestazioni in tempo reale. Se vuoi essere pronto per la prova costume con un corpo sexy, non puoi fare altro che supportare il progetto.

2c2be04b27fbd4b878b8e08a03750346_originalFabrizio Chiara

ILOOXS Solar Tech. The new era of Photovoltaic.

la-solar-bag-di-costume-national_reference(Costume National solar bag)

ENG/ It’s time for the solar technology in fashion world? Maybe yes. The photovoltaic cells were used on fashion accessories, clothing and other with a particular integration with these. Solar bag for example was the first approach. We remember when Ennio Capasa, ex founder and Art Director of Costume National, was a unique fashion brand to sold more solar bags in the world (maybe it was the best brand). So, the solar tech is use on beachwear and smart accessories to charge smartphone, tablet, and other electronic gadgets, but the esthetic effect is bad, because the silicon material is not beautiful. ILOOXS is the name of the Italian Resercher team founded in the 2013 that develops a new technology to create an invisible solar cell. Yes it’s amazing. Now the experimental version is in advanced phase and the technology will be ready to market in last quarter of 2016. The team declared that technology will be apply on luxury products because the process is many expensive, but the high efficency and the design quality of the solar cell will be incredibles and the cost will not be a problem for the rich people that spend more money to have an exclusive solution.

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ITA/ E’ giunto il tempo per vedere la tecnologia solare nella moda? Forse si. In realtà è già stato usato il fotovoltaico su accessori di moda, abbigliamento e altri prodotti, integrandolo nel miglior modo possibile. Noi ricordiamo il caso di Ennio Capasa, ex fondatore e direttore creativo di Costume National, che fu il marchio che vendette più borse solari di alto livello in assoluto nel mondo. La tecnologia solare è stat usata nei costumi da bagno, in accessori pratici per la ricarica di smartphone, tablet e altri gadget elettronici, ma l’effetto estetico non è mai stato soddisfacente. ILOOXS, è il nome di un gruppo di ricercatori italiani fondato nel 2013, che ha sviluppato una tecnologia per creare celle solari invisibili. Si è davvero pazzesco. Attualmente la versione sperimentale è in fase avanzata e la tecnologia dovrebbe essere pronta per il mercato entro gli ultimi mesi del 2016. Il team ha dichiarato che la tecnologia verrà applicata a prodotti di lusso, perchè il costo del processo è abbastanza costoso, anche se l’elevata efficienza e la qualità del design non saranno di certo un problema per le persone ricche, che spendono molto denaro per avere sempre prodotti estremamente esclusivi.

Fabrizio Chiara

Askourt. One message. One buy.

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ENG/ In FTA family (Fashion Technology Accelerator), the new member promises to support the customers during the shopping in the e-commerce. Askourt, an Israeli‘s startup is enter in the FTA Milan portfolio to reach the new goals in the Italian market, in support the famous fashion brand and to improve the conversion rate. Funded in the 2015 from Tomer Limoey, Askourt wants support the customer via social paltforms and mobile app, during the shopping time, beacuse a past research has demonstrate that only 14% of people follow the social advertising and the 78 percents of people trusts of the opinion of their friends. Askourt is a plugin that to install in any e-commerce platforms and permits without exit from the ecommerce to ask the opinion and information with sms, WhatsApp or Facebook, and with this method wants to encourage the customer to closed the buy process. A recent Business Inside report declared that from 4 years the mobile shopping reaching the 45% of the total buying operation on the web. With Askourt the startups inside FT Accelerator runs to 8 and creates a diversified International portfolio.


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ITA/ Una nuova società entra a far parte della famiglia di Fashion Technology Accelerator Milano (FTA). Askourt è una startup israeliana nata nel 2015 da un idea di Tomer Limoey, per supportare gli utenti durante la fase di acquisto sugli e-commerce. In pratica Un plugin viene installato nel megozio virtuale e questo permette di chiedere consigli attraverso un sms o messagi via Whatsapp o Facebook. Solo il 14% si fida della pubblicità online, e circa il 78% preferisce un aiuto di un conscente. Askourt vuole aiutare a rendere più profittevoli gli e-commerce dei fashion brands italiani, anche sulla previsione data da una recente studio di Business Inside, dove si evidenzia che entro 4 anni, il 45% degli acquisti sul web arriveranno dagli smartphone. Con Askourt salgono a 8 le aziende nel portafoglio sempre più intrnazionale di FTA Milano.

Fabrizio Chiara

Smartwatch is Cool.

ENG/ It’s “Smartwatch time” More fashion brands goes to growing fast in this market. Many fashion brands closed the deal to licensing with the big players in tech ecosystem, with custom product, and co branding action. Maybe the fashion will be the righ channel to reach the new important goal for IoT and wearable device after the first partnership Hermès/Apple. Fossil, the American big player in luxury tech accessories will developed a fashion smartwatch for Chaps, Diesel, Emporio Armani, Kate Spade New York, Michael Kors, MisfitSkagen. This step was very important for Fossil after Misfit aquisition last october. Also the LVMH group runs in the smartwatch market with Tag Heurer and in the next 2017 launching 2 new brands, Hublot and Zenith. The last news is about Bulgari. After the wolrd premier last year during Baselwolrd 2015, is ready to sell its Diagon Magn@sium. With Mastercard contactless solution and the military encrypted technology made by Wisekey, Bulgari tech watch permit to pay, open the doors of cars and their hotel rooms, and more other fuctions developed with their partners in this incredible challenge.

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(foto: Pambianco e Google Images)

ITA/ E’ oramai chiaro che il nuovo trend della tecnologia, si chiama “smartwatch”. Sempre più marchi si stanno muovendo per prendersi la loro nicchia di mercato, appoggiandosi a grosse aziende specializzate nel settore hi-tech, marchiando, personalizzando, chiudendo licensing. La moda può essere davvero il canale giusto per aumentare la diffusione di questi gadget elettronici, forti di una presenza più capillare e riconoscibile sul mercato. Dopo la linea personalizzata per Hermès di Apple Watch, Fossil, colosso americano (anche dopo aver acquisito Misfit lo scorso ottobre per 260 milioni di dollari), ha dichiarato che gestirà il prodotto wearable per i marchi Chaps, Diesel, Emporio Armani, Kate Spade New York, Michael Kors, MisfitSkagen. D’altronde il gruppo francese del lusso LVMH, aveva mostrato il suo interesse con lo smartwatch di Tag Heuer e a Basilea lo scorso mese ha annunciato che nel prossimo biennio 2017/2018 sul mercato porterà Hublot e Zenith. Non a caso Bulgari a distanza di 365 giorni, ha annunciato di essere pronta con il suo personalissimo orologio tecnologico, che integrerà la possibilità di pagamenti mediante la soluzione contactless di Mastercard. Grazie alla tecnologia di cyber sicurezza di Wisekey, si potranno utilizzare tutti i servizi Bulgari Vault Application protetti da un sistema di cifratura dei dati sensibili, che verranno clonati e salvati in un centro di sicurezza blindato in un bunker militare svizzero. Tra le altri funzioni studiate da Bulgari, anche la capacità di aprire le porte di auto e hotel e altre soluzioni dei partner partecipanti all’iniziativa.

Fabrizio Chiara
(@minitaxi)

POWA. A story of failure.

Blaggando.powa(photo: TechCrunch)

ENG/ For nature, I’m a sceptic man (not a critic) but when i read some stories, i believe are only a bluff. When in the 2013 i read in TechCruch about Powa Technologies, some aspect i was not enthusiastic. The QRcode for me was not a great and disruption technology, because it was only the new barcode and stop. The problem was not a QRcode, but the Dan Wagner vision of their products. Do you image a reatil stores with only QRcode, without products? In the stores the people formed a queue in front of the dressing room. Ok the story is this. In the 2007 Dan Wagner (after a last positive experience in digital market), decided to funded Powa Technologies with some money. Some millions dollars. With a good skills team in e-commerce and other tech specifics, they developed a some digital integrated solution for new shopping and payment experience, one of these was PowaTag. After 6 years in August, Wagner raised $ 76 millions from Wellington Management and in February 2014 other $ 20 millions. Always in the 2014 Powa buyed an Hong Kong copetitor MpayMe, and the evaluation of the Powa was circa $ 2,7 billion dollars. The ball was inflated. The stimated evaluation was confirmed with a new fundraising operation, always with Wellington Management for other $ 80 mil. Powa growing fast and open many offices in the world New York City, Atlanta, Paris, Madrid, Hong Kong, Toronto, Amsterdam, Hamburg, San Diego, Miami, Milan, Stockholm, Singapore and Beijing. London, in the famous Heron Tower was the Headqauter. 500 employees but the revenues didn’t grow. I don’t know people that used this technologies. Nobody. In the 2015 the prospective of the revenues was stimed $ 80 mil. Only an idea. The rest of the story is the today story. Deloitte was engaged to solve the emplyees problems and the cash crush. In the Powa bank account there are only 250.ooo dollars and over $ 16 millions of debit. The parts of the company will be selling to solve this debit. This is the failure’s story of Powa Technlogies, a story of the old unicorn.

Blaggando.powa.impresa(Foto: Impresamia)

ITA/ Sono uno scettico per natura (non un criticone, si sappia) ma quando leggo certe storie, mi viene il presentimento che tutto sia un bluff. Quando nel 2013 lessi l’articolo di TechCrunch su Powa, qualcosa non mi entusiasmava. Fin dalla nascita il QRcode, non è mai stato un prodotto che mi abbia poi tanto colpito, pratico (come un codice a barre) in sostanza cambia poco, se non che ti rimanda ad un sito internet dopo averlo scansionato con una fotocamera di un cellulare. Ma il punto non è il QRcode, ma il sistema che Dan Wagner professava, come il metodo che avrebbe stravolto completamente il modo di fare acquisti nei negozi e sul web. Voi, ve lo immaginate un negozio fatto solo di foto? Bah, io proprio no, soprattutto perchè le code ai camerini sono sempre lunghe come una quaresima. Detto questo, Nel 2007 nasce Powa Technologies con alcuni milioni di dollari messi prorpio da Wagner (che aveva fatto soldi precedentemente con altre aziende digitali). Lui e il suo team si mettono al lavoro, esperti di e-commerce e di come migliorare l’eperienza di acquisto con i nuovi strumenti elettronici, permette a loro di creare soluzioni web e non solo, in grado di integrarsi con i sistemi più usati. Arriviamo al 2013 e qui inizia a gonfiarsi la storia. Una grossa operazione di raccolta di capitali ad agosto, porta nelle casse di Powa 76 milioni di dollari, ai quali se ne aggiungeranno oltre 20 milioni a febbraio 2014. L’azienda punta ad espandersi aprendo sedi in diverse parti del mondo. Intanto il tempo passa e a giugno Wagner spende 75 milioni per comprarsi un concorrente asiatico, MpayMe, e il valore dell’azienda (secondo lui  raggiunge i 2,7 miliardi). La stima pare fosse corretta, perchè a novembre 2014 chiude un terzo giro di raccolta di capitali (detto anche Round C) di 80 milioni sempre con i primi investitori, quelli di Wellington Management che ne dimostra il valore. Da qui si parte veloci e si raggiungono numeri davvero grandi. 500 dipendenti, sedi in mezzo mondo oltre alla mega sede di Londra nel famoso Heron Tower, anche New York City, Atlanta, Parigi, Madrid, Hong Kong, Toronto, Amsterdam, Amburgo, San Diego, Miami, Milano, Stoccolma, Singapore e Pechino. In Italia il general manager Germano Marano, chiude pure contratti con Rai Pubblicità, dicendo che anche qui i tempi sono maturi. Nel settore fashion, il gruppo Miroglio fa dei test con la tecnologia supportata da Nuvò (azienda tecnologica ora proprietà di H-Farm) che di tecnologia dovrebbe intendersene. Io francamente, non conosco nessuno che abbia mai usato davvero la tecnologia di Powa per fare acquisti, nessuno. Siamo nel 2015 e qui il fatturato era stimato per 80 milioni, a pochi mesi dalla fine dell’anno, Wagner diceva che stavano costruendo un prodotto più grande di quello di Alibaba. Ma magari. Tanto interesse da parte di aziende (anche grandi), ma le stime e gli obbiettivi, sono rimasti tali. Tanto fumo e poco arrosto. La storia di oggi la si conosce. Deloitte viene nominata a gestire una crisi enorme (nel mondo del fintech fallimenti del genere non so quanti se ne siano visti), con dipendenti a casa, casse vuote (semmai piene di debiti per circa 16 milioni di dollari) e le unità vendute a pezzi per raccimolare il più possibile. Powa, storia di un fallimento.

Fabrizio Chiara
(@minitaxi)

Ferragni. Amazon, Pantene e negozi.

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ENG/From blogger to entrepreneur. Rear The Blonde Salad blog there’s a great man, Riccardo Pozzoli, CEO and Co Founder of TBS Crew srl. The project is started with Chiara Ferragni and Riccardo together (also in the real life, in couple). Now the business is evolve to from the blog to new branch of the fashion world. The next step will be open a flagship store in Milan next year with a brand Chiara Ferragni Collection. This fashion brand is sell in 300 stores and generate the 75% of total revenues group. Last year TBS Crew srl has generated 10 milion Euro in revenues (+30% of 2014). With over 5 milions follower in Instagram, 27 fashion cover and brand ambassador actions for Pantene and Amazone Europe (a new fashion brand made by Amazon), and the new business division to managa the image of influence people (Valentina Ferragni, a little sister of Chiara, is the one of these) will be easy to grow fast and reach the new future goals for young TBS Crew team.

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ITA/ Da blogger a imprenditrice. Dietro alla bionda dell’insalata però c’è un astuto e capace Riccardo Pozzoli che per il business, ha un fiuto incredibile. Chiara Ferragni e Riccardo sono partiti insieme (anche nella vita insieme come coppia) lanciando il blog The Blonde Salad, che con il tempo ha iniziato a macinare numeri su numeri entrando nella top list dei fashion blog più visualizzati e seguiti. I nuovi media sono stati degli ottimi strumenti per cavalcare l’onda e con gli oltre 5 milioni di follower su Instagram, i prezzi per comparsate e azioni di brand ambassador sono saliti costantemente e insieme agli altri business creati attorno al core del blog, la società TBS Crew S.r.l. ha raggiunto un fatturato annuo (2015) di 10 milioni di Euro. Ora il salto naturale è proprio quello di aprire un flagship e si parla di Milano ovviamente, nel 2017. Chiara Ferragni Collection, che è già presente in oltre 300 negozi, inizierà a muovere i primi passi da sola, mirando ad aumentare il fatturato che solo questa parte del business vale il 75% del totale. 27 copertine conquistate sui periodici di settore, testimonial per marchi come Pantene e la nuova etichetta di moda Amazon Europe, la nuova divisione di management per personaggi influenti (in cui compare anche la sorellina minore di Chiara, Valentina Ferragni), diciamo che le carte buone per giocare un’ottima partita le hanno in mano i ragazzi di TBS Crew.

Fabrizio Chiara
(@minitaxi)

Dressed by YAR’s sound.

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ENG/ Last tuesday i gifted an incredible sound experience to my partner. We went in a special room of I3P, the most important Italian Startup incubator hosted by Turin’s Polytechnic. After a Sky crew interview, Adriano Marconetto invites us to seat in front of the particolars speaker composed of wood, metal and many parts of carbon fiber (i love the carbon fiber). Adriano is a serial entrepreneur and for his experience is an Independent Board Member of Basic Net (a famous Italian Fashion company that include K-Way, Superga, Kappa and more) for exemple, and he lives from Turin and Silicon Valley to follows his entrepreneur bet. After Vitaminic‘s startup experience with Gianluca Dettori, Marconetto is on board at YAR. When he turn on the “ufo” with the tablet, a blue light start with the sound and me and Giancarlo are cover by this. The Dire Straits music mixed with the classical music and rock ‘n roll to taste a good effect and the sound is poetry. For the first time in my life the music limit our voice during the sound check…amazing. After more years of work and RnD, Giancarlo Sopegno has developed the best HiFi system in the world and with Adriano and YAR team want to sell a 100 limited series of YAR system in the world to selected clients. The problem is not the expensive price 250.000 Euros, but the YAR HiFi works in a good ambient. For this reason the YAR team with a new Italian experience, offer the installation everywhere in the world, after a “room check” to study a best sound solution and experience. Born near Turin and sell around the world, YAR and Adriano given us an incredible sound experience, and me and Giancarlo was very lucky because we got the possbility that only 100 rich people can afford.

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ITA/ Martedì scorso, ho deciso di fare un regalo al mio socio, durante una pausa tra due incontri. Entriamo all’incubatore I3P del Politecnico di Torino (luogo in cui si respira aria di innovazione h24), ed entro in uno ufficio molto particolare, prendendo il posto di una troupe di Sky che prima di me, aveva deciso di provare un’esperienza unica, per poi poterla raccontare ai suoi ascoltatori. Anche la Tv di Murdoch era li per un’intervista ad Adriano Marconetto. Adriano è un tipo che di aziende ne ha fatte tante, uno che siede nel board di Basic Net (per capirci K-Way, Superga ed altri marchi del gruppo di Mr. Boglione), che vive tra la Silicon Valley e il Piemonte per seguire i suoi progetti imprenditoriali. Dopo un passato da socio di Gianluca Dettori in Vitaminic, la musica non lo ha mai abbandonato essendo una sua passione. Ci mettiamo comodi e ci mostra un tablet che ad un tratto, accende un “ufo”. YAR si mostra ai nostri occhi sotto forma di legno, metallo e carbonio, tanto di quel carbonio che forse non lo si trova nemmeno su una formula uno. Una luce blu illumina il dorso dell’amplificatore che un attimo dopo, inzia a far cantare delle casse che sembrano arrivare da Marte, e che diffondo la musica dei Dire Starits sia frontalmente che posteriormente, senza intereferenze, senza che il suono risulti disturbato. I brividi che partono dalla schiena a colpi di melodie classiche che si mischiano con qualcosa di più rock, perchè Adriano ci mostra la potenza di questo impianto HiFi che non ha eguali ai suoi livelli. Non sono i 250.000 Euro a lasciarci senza parole, ma la qualità che questa impressionante opera di ingegneria sviluppata da Giancarlo Sopegno, che dopo anni di lavoro e studio ha prodotto qualcosa di incredibile. Mai successo prima, che la musica scendesse di volume a tal punto da abbassare il tono delle nostre voci senza mai scomparire, continuando ad avvolgerci. Questo è uno dei motivi per cui Adriano va fiero di questa ultima novità da imprenditore e che vuole spingere fuori dai confini nazionali con l’obbiettivo suo e della squadra di YAR, di vendere 100 pezzi unici e basta, perchè non può essere un prodotto per tutti. Non è un discorso di soldi, qui si tratta di vendere un impianto che richiede spazi che non tutti hanno a disposizione. Al momento due impianti sono stati venduti e nel pacchetto “all inclusive” YAR offre un sevizio davvero totale, che nessuno al mondo, nemmeno i loro concorrenti che hanno apparecchi incredibili e con un prezzo superiore, danno ai loro importanti clienti. YAR sviluppa il prodotto a poche decine di km da Torino, imballa le due casse e l’amplificatore e parte insieme a loro, per andare direttamente nelle case dei suoi clienti per essere ricomposto e tarato, tutto dopo uno studio approfondito della stanza in cui esso prenderà posto. L’experience, che solo noi italiani sappiamo dare, è uno dei motivi che rendono unico questo prodotto. Intanto è passata l’ora che Adriano ci ha voluto gentilmente regalare, in cui abbiamo trovato modo di parlare di un po di cose, di scambiarci feedback su alcune idee, progetti, ma soprattutto il regalo vero, è stato darci la possibilità che solo 100 persone al mondo, avranno il privilegio di poter ascoltare. YAR.

Fabrizio Chiara

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