Always free and trendy.

(Courtesy: Vogue.it)

ITA/ Negli ultimi anni, ci troviamo ad indossare sempre più accessori alla moda, spesso inutili, ma che abbelliscono il nostro stile e ci rendono unici. I dettagli si sà, sono importanti, ma quando uno di questi hanno anche una funzione utile, diventa difficile dire di no, anche se a volte costano cari.
Non ultimi i nuovi air pods (auricolari senza fili ndr) firmati da Louis Vuitton, e apparsi su un profilo Instagram di una nota star della musica, hanno fatto il giro del mondo. Ma entriamo nei dettagli. Il costo si aggirerebbe intorno ai
995 dollari, la loro ricarica è garantita da una elegante custodia cilindrica che permette 3 ricariche.
Sono stati sviluppati e prodotti dalla famosa azienda newyorkese Master & Dynamic, specializzata in impianti audio di lusso e saranno compatibili con i dispositivi Apple e Android. Nei prossimi mesi non guarderemo più le orecchie delle persone, incuriositi da piercing o dettagli stravaganti, ma ben si per vedere se avranno gli air pods del brand francese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Courtesy: Vogue.it)

ENG/ In the recent years, we find ourselves wearing more and more fashionable accessories, often useless, but which embellish our style and make us unique. Details are known, they’re important, but when one of them also has a useful function, it becomes difficult to say no, even if sometimes they cost dear ones.
Last but not least, the new air pods signed by Louis Vuitton and appearing on an Instagram profile of a famous music star, has turn around the world. But let’s go into detail. The cost would be around $ 995, their recharge system is guaranteed by an elegant cylindrical case that allows 3 charge. They were developed and produced by the famous New York company Master & Dynamic, specializing in luxury audio systems and will be compatible with Apple and Android devices. In the coming months we will no longer look at people’s ears, intrigued by piercings or extravagant details, but well to see if they will have the air pods of the French brand.

Fabrizio Chiara

Internet. Technology. People. 10 days of innovation.

ITA/ Blaggando, da circa 3 anni, gli ultimi giorni di ottobre e primi di novembre li dedica a dar voce ad un energia nuova e incredibilmente forte. Alla base di tutto c’è la genialità, la creatività, il sapere dell’uomo. In Italia (a Torino per la precisione), l’arte diventa protagonista e fa si che le menti più brillanti aiutino gli altri a capire cosa si cela dietro un’opera creata con maestria e non solo. Si perchè proprio in questo 2018, un’opera d’arte figlia di un algoritmo, è stata battuta all’asta ad un prezzo folle. L’algoritmo resta pur sempre opera dell’essere umano, sia chiaro. Sempre roba nostra.
Mentre nella capitale delle Alpi succedeva la settimana delle arti contemporanee, in un altro paese, nella sua capitale Lisbona, Internet e la tecnologia figlia dell’intelletto umano, radunavano quasi 70.000 persone all’interno della Fiera di Lisbona per il più grande evento Europeo (e forse mondiale), il Web Summit.

Un grande sforzo economico del Portogallo e della sua capitale, hanno fatto si che per 10 anni il raduno della tecnologia creato da Paddy Cosgrave, rimanga nella città portoghese, con la promessa di un sempre maggior afflusso di persone e allargamento negli spazi, che generano una ricaduta economica senza precedenti nella storia del Portogallo. Il governo ha una visione a lungo periodo con la missione di trasformare il pasese, in una super potenza dell’innovazione e della tecnologia, basti pensare all’HUB più grande del mondo in fase di realizzazione nella città, che sfiderà Silicon Valley e Station F di Parigi.

Ma cosa creano 10 giorni di Internet, Tecnologia e Persone? I risultati li possiamo vedere ogni giorno, usando uno smartphone, lavorando al computer, interagendo con un’opera d’arte ad una mostra, oppure, parlando con chi sta scrivendo le regole del prossimo futuro per l’uso dell’energia. I temi sono sempre più orientati alla sostenibilità e ai grandi problemi che l’uomo dovrà affrontare da qui ai prossimi 10/20 anni tra i quali la sua stessa sopravvivenza visti gli ultimi eventi dati dai cambiamenti climatici. Sempre più energia verde prodotta dal sole e dal vento, la gestione, la distribuzione, il consumo responsabile saranno guidati grazie alle nuove tecnologie di decentralizzazione nate da Bitcoin con la Blockchain, se ne parlato molto nei diversi incontri del Websummit, la creazione di soluzioni tecnologiche che mirano a ridistribuire i beni in maniera equa e solidale verso i paesi emergenti più lenti nella folle corsa di una crescita sconsiderata. Anche la moda, attuerà processi più sostenibili per l’ambiente, riducendo gli sprechi e integrandosi sempre più nell’ottica dell’economia circolare che sta aiutando il mondo a cambiare in modo concreto. Lisbona come Torino, due capitali del nuovo mondo che grazie al lavoro di decine, centinaia, migliaia di persone, stanno facendo capire che non bisogna essere negli Stati Uniti o in Cina (le attuali super potenze economiche) per stare al passo con l’evoluzione tecnologica, perchè sono i “non luoghi” quelli che saranno gli artefici del “nuovo mondo” in cui non saranno solo più i soldi a farlo da padroni, bensì la cultura, la voglia di rinnovarsi, la creatività.

Viva la rinascita, viva la passione e l’energia che si respira in questa vecchia Europa che ancora non ha una sua identità vera, ma che non vede l’ora grazie alle sue città e al suo popolo di tornare ad essere protagonista incontrastrata del prossimo futuro, fatto di aggregazione, inclusione e maggior rispetto per le persone che ancora devono davvero mostrare il loro potenziale, perchè l’immigrazione ha cambiato il mondo, in meglio, e la tecnologia dei giorni nostri dovrebbe aiutarci a capirlo e a rendere questo momento, uno storico momento per l’umanità compresi robot, intelligenza artificiale, libertà di espressione e di visione a lungo periodo.

Viva Torino con la sua arte. Viva Lisbona e i suoi innovatori.

ENG/ Blaggando, in the last 3 years, dedicates the last days of October and early November to give voice to a new and incredibly strong energy. At the base of everything there is the genius, the creativity, the knowledge of the human. In Italy (in Turin to be precise), art becomes the protagonist and makes the most brilliant minds help others to understand what lies behind a work created with skill and not only. Yes, because in this 2018, a work of art derived from an algorithm, was bid at an incredible price. The algorithm is still the work of the human being, let’s be clear. Always our stuff.
While in the capital of the Alps happened the Contemporary Arts week, in another country, in its capital Lisbon, the Internet and technology daughter of the human intellect, gathered almost 70,000 people within the Lisbon Fair for the largest European event (and perhaps world), the Web Summit.

A great economic effort by Portugal and its capital, have meant that for 10 years the gathering of technology created by Paddy Cosgrave, remains in the Portuguese city, with the promise of an ever-increasing flow of people and enlargement in the spaces, which generate an economic spillover unprecedented in the history of Portugal. The government has a long-term vision with the mission of transforming the country into a superpower of innovation and technology, just think of the world’s largest HUB being built in the city, which will challenge Silicon Valley and Station F in Paris.

But what do 10 days of Internet, Technology and People create? We can see the results every day, using a smartphone, working on the computer, interacting with a work of art at an exhibition, or talking to those who are writing the rules of the near future for the use of energy for example. The themes are increasingly oriented towards sustainability and the great problems that man will face in the next 10/20 years, including his own survival given the latest events caused by climate change. More and more green energy produced by the sun and the wind, management, distribution, responsible consumption will be guided by the new technologies of decentralization born from Bitcoin with Blockchain, much is said in the different panels of Websummit, the creation of technological solutions that aim to redistribute goods in a fair and supportive towards the slowest emerging countries in the crazy rush of reckless growth. Fashion, too, will implement more sustainable processes for the environment, reducing waste and increasingly integrating into the circular economy that is helping the world to change in a concrete way. Lisbon as Turin, two capitals of the new world that thanks to the work of tens, hundreds, thousands people are making it clear that it is not necessary to be in the United States or China (the current economic superpowers) to keep up with technological evolution, because it is the “non-places” that will be the architects of the “new world” where it will no longer be only the money to do it as masters, but the culture, the desire to renew, creativity.

Live the rebirth, live the passion and energy that you breathe in this old Europe that still does not have a true identity, but that can not wait thanks to its cities and its people to return to be the undisputed protagonist of the near future, made of aggregation, inclusion and greater respect for people who still have to really show their potential, because immigration has changed the world in better, and today’s technology should help us to understand it and make this moment, a historic moment for humanity including robots, artificial intelligence, freedom of expression and long-term vision.

Viva Torino with its art. Long live Lisbon and its innovators.

Fabrizio Chiara

The Art is in Town. ContemporaryArt week in Turin

ITA/ Torino, 28 ottobre 2018. Una giornata autunnale ci ricorda che il colpo d’estate della settimana appena trascorsa, è stato un bel momento e ci riporta in carreggiata nella stagione giusta. Nella prima capitale d’Italia il clima resta caldo, perchè come ogni anno, torna ad diventare una città glamour, cosmopolita e viva come non mai. Da qui al 4 novembre va in scena ContemporaryArt in cui Torino diventa il più grande aggregatore d’Europa di Arte e Musica contemporanea. Tra i protagonisti Artissima, FlashBack, The Others Fair, Dama, Paratissima, Club To Club. Sarà una settimana intensissima, in cui cercherò di raccontarvi dall’interno come Torino, la mia città, si traforma e diventa grande, dimostrando di saper essere una capitale vera, con un ruolo importante sullo scenario internazionale. Una settimana fatta ad arte, che mi proietterà verso Lisbona, l’altra capitale (questa vera, del Portogallo) che dal 5 all’8 di Novembre ospiterà il più importante evento mondiale sull’innovazione e sulla tecnologia, il Web Summit.

ENG/ Turin, October 28 2018. An autumn day reminds us that the summer blow of the week just passed was a good moment and brings us back on track in the right season. In the 1st capital of Italy the climate remains warm, because like every year, it returns to become a glamorous city, cosmopolitan and alive as never before. From now until November 4th ContemporaryArt will be on stage, where Turin becomes Europe’s largest aggregator of Contemporary Arts and music. Among the protagonists Artissima, FlashBack, The Others Fair, Dama, Paratissima, Club To Club. It will be a very intense week, in which I will try to tell you from the inside how Turin, my city, is transformed and becomes big, proving to be a real capital, with an important role on the international scene. A week made to art, that will project me towards Lisbon, the other capital (this real one, of Portugal) that from the 5th to the 8th of November will host the most important world event on innovation and technology, the Web Summit.

Fabrizio Chiara

Big Data..beyond the real life limits

ENG/ No one sees them, no one perceives them. None. People lives surrounded by invisible elements, at least apparently, but nobody believes them. Immersed in a normality that lasts 24 hours, people produce without their knowledge, billions of information, data, numbers and live believing that a ticket, a bip with the card or the contactless smartphone, a full tank or a swipe at the cocktail bar on Friday evening leave some traces of themselves. Instead, everything we do is analyzed by an algorithm, filmed by a camera, shared on the social network, transferred via the Internet with an email. All this huge amount of personal information is called BIG DATA which obviously stands for MORE DATA. The companies of this century live off these great quantities of information because with these, they make us money. Cash which year by year, generates billions in turnover, more employes and creates new control concepts.
The big computer of multinationals and not only, invest hundreds of millions of euros to develop systems and computers that can transform user information into real money, selling market analysis and helping their customers to improve the performance of their businesses. But this is not the only end. There are more opportunities at stake, which are throwing the throats at those who want to have control of the masses. We are not able to understand who they are, what they do and what they aspire to, but nothing prevents us from thinking how the elevation of this information can alter and guide certain decisions more and more precisely at global level. We are becoming slaves to a system that controls us in everything, with an intrusiveness so latent that no one can almost notice it. Let’s lose an identity, let’s have unique tastes, let’s differentiate ourselves from each other. We are in danger of following (or rather already following) ideologies that do not represent us, that do not belong to us, that we do not even know we share, yet the data is taking us where none of us thinks we are really going. Towards a future led by those who do not want us to lead and who, after all, the data, know very well how and where we will go.


ITA/ Nessuno li vede, li percepisce. Nessuno. La vita delle persone è circondata da elementi invisibili, almeno apparentemente, ma nessuno ci crede. Immersi in una normalità che dura 24 ore, le persone producono a loro insaputa, miliardi di informazioni, dati, numeri e vivono credendo che uno scontrino, una bippata con la carta o lo smartphone contactless, un pieno di benzina o una strisciata al cocktail bar del venerdì sera lasci qualche traccia di se stessi. Invece no, tutto ciò che facciamo viene analizzato da un algoritmo, ripreso da una telecamera, condiviso sul social network, traferito via internet con una mail. Tutta questa enorme mole di informazioni personali si chiamano BIG DATA (dall’inglese GRANDI DATI) che ovviamente sta per TANTI DATI. Le aziende del secolo attuale vivono di queste grandi quantità di informazioni perchè con queste, ci fanno i soldi. Denaro sonante che anno su anno ingrossano fatturati miliardari, impiegano sempre più persone e creano nuovi concetti di controllo.
Le grandi multinazionali informatiche e non solo, investono centinaia di milioni di euro per potenziare sistemi e calcolatori in grado di trasformare le informazioni degli utenti in soldi veri, vendendo analisi di mercato e aiutando i loro clienti a migliorare le performance dei propri business. Ma tutto questo non è l’unico fine. Ci sono in gioco opportunità maggiori, che fanno gola a chi invece vuole avere il controllo delle masse. Non siamo in grado di capire chi siano, cosa facciano e a cosa ambiscono, ma nulla ci vieta di pensare come l’eleaborazione di queste informazioni, possano alterare e guidare in maniera sempre più precisa certe decisioni a livello globale. Stiamo diventando schiavi di un sistema che ci controlla in tutto e per tutto, con un’invadenza così latente che nessuno può quasi accorgersene. RIschiamo di perdere un’identità, di avere dei gusti unici, di differenziarci gli uni dagli altri. Stiamo rischiando di seguire (anzi già lo facciamo) ideologie che non ci rappresentano, che non ci appartengono, che non sappiamo nemmeno di condividere, eppure i dati, ci stanno portando dove nessuno di noi pensa di andare realmente. Verso un futuro guidato da chi non vogliamo che ci guidi e che in fondo, i dati, sanno benissimo come e dove andremo.

Fabrizio Chiara

Technology Creativity AI Music

(Courtesy: Sonar)

ENG/ 2018 is a year of great technological progress on many fronts. Design is an essential part of this improvement process and ranges from the music sector to furniture, from cars to integration into advanced cities. At the center, the protagonist is always the human who finds itself interacting 360 degrees with millions of data that help to live even deeper, deeper emotions. Algorithms choose the colors of the music projected on the screen of a smartphone, which has chosen for the user, the most suitable outfit for that event. Other more advanced algorithms create music, give answers, compete with the brains of human beings and often win against them. Machines, robots, are and will increasingly be part of the life of this planet, whether you like it or not. They don’t need to dress like us, they are part of us. Design, as mentioned, plays a key role. It’s the aesthetic side of everything we see, we touch. It’s the thing that makes it easy for us to interact directly with everything. The functional aspect of the smartphone is an example of this, but imagine a kitchen, the arrangement of its elements or the controls inside a piece of furniture. Everything is designed, designed according to the need, putting comfort first. In music, a track is nothing more than the creation, design and writing of a message in which design is the language used to translate emotions. We live emotions given by increasingly immersive and deep experiences as mentioned at the beginning. The technology that I have summarized in these aerticle I have been able to live, touch, tested in recent months during business trips made. At the Mobile World Congress in Barcelona, magic mirrors will make clothes disappear from shops solving the problems of theft, there were intelligent systems able to live sensorial experiences never tried before thanks to immersion in images with virtual reality and augmented reality. Let’s not forget music, the one that is now generated by advanced algorithms able to create works that have not an artist name, but that make people dance and go crazy ocean crowds. Always in Barcelona, the Sonar in June, the 25th birthday in which I will take part, the central theme is technology and through new initiatives, will be the protagonist in special events for all those who take part. We live a crazy acceleration every day. Let us remember that progress cannot be stopped and will improve our lives more and more every hour.

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(Courtesy: Google)

ITA/ Il 2018 è un anno di grande progresso tecnologico su molti fronti. Il design è un punto fondamentale di questo processo migliorativo e spazia dal settore musicale a quello dell’arredamento, passando dalle auto fino all’integrazione nelle città evolute. Al centro, il protagonista è sempre l’uomo che si trova ad interagire a 360 gradi con milioni di dati che aiutano a vivere ancor più nel profondo, le emozioni. Algoritmi scelgono i colori della musica che si proietta nello schermo di uno smartphone, il quale ha scelto per l’utente, l’outfit più consono per quell’evento. Altri algoritmi più evoluti creano musica, danno risposte, gareggiano con il cervello degli essere umani e spesso vincono contro gli stessi. Le macchine, i robot, sono e saranno sempre più parte della vita di questo pianeta che lo si voglia oppure o no. Non c’è bisogno che si vestano come noi, loro sono parte di noi. Il design come detto ricopre un ruolo chiave. E’ il lato estetico di ogni cosa che vediamo, tocchiamo. E’ quella cosa che riesce a farci interagire in maniera facile, diretta con ogni cosa. L’aspetto funzionale dello smartphone ne è l’esempio, ma immaginate una cucina, la disposizione dei suoi elementi oppure i comandi all’interno di un atuo. Tutto viene progettato, disegnato a seconda dell’esigenza, mettendo al primo posto la comodità. Nella musica, una traccia non è nient altro che la creazione, la progettazione, la scrittura di un messaggio in cui il design è il linguaggio usato per tradurre emozioni. Viviamo di emozioni date da esperienze sempre più immersive e profonde come detto all’inizio. La tecnologia che ho riassunto in queste parole le ho potute vivere, toccare, provare in questi ultimi mesi durante i viaggi di lavoro fatti. Al Mobile World Congress di Barcellona, i magic mirrors faranno scomparire gli abiti dai negozi risolvendo i problemi dei furti, c’erano sistemi intelligenti in grado di far vivere esperienze sensoriali mai provati prima grazie all’immersione nelle immagini con realtà virtuale e realtà aumentata. Non dimentichiamo la musica, quella che oramai viene generata da algoritmi evoluti in grado di creare opere che non hanno nome, ma che fanno ballare e impazzire folle oceaniche di persone. Sempre a Barcellona, al Sonar di giugno, quello del 25° compleanno al quale prenderò parte, il tema centrale è proprio quello della tecnologia e attraverso delle nuove iniziative, sarà il protagonista in eventi speciali per tutti coloro i quali vi prenderanno parte. Viviamo ogni giorno un accelerazione pazzesca. Ricordiamoci che il progresso non può essere fermato e migliorerà ogni ora di più le nostre vite.

Fabrizio Chiara

3 months of Life in Technicolor

(Courtesy: Sonar)

ENG/Life in Technicolor, the Coldplay sang in Viva al Vida in 2008. Actually 10 years later, this title is still very topical and I will use it as the title of this first article of 2018, In the last 3 months, after the adrenaline of the events of November between electronic music and technological events, Club to Club and WebSummit to name the most important, we are being invaded by a multitude of innovative products that have literally taken their place in our homes, to help us and facilitate our lives. Not to mention the fashion accessories, which besides being aesthetically appreciable, are rich in “artificial” intelligence that constantly monitor our lifestyles, to understand how to make us feel better. Why, however, is life in Technicolor? Now more and more people are living in a reality that is out of the natural context and often the social context is confused with the surreal context of digital connections. But this has not led to a greying of the relationships, if anything it has colored them more thanks to the power of Instagram. Video content takes more and more place than the contents of individual images (although selfie remains a must), but it is precisely the animated images, including GIFs, with the support of sounds, that are changing the ways people talk to each other, share points of view, socialize. In the last three months I have moved a lot, I have met so many people, I have seen how the world in general is moving faster and faster and without taking into account the time that flows. Technology is colouring our spaces and everything that surrounds us, making us look all wonderfully beautiful, but at the same time, it does not allow us to understand what is happening outside of our sphere of normality. Technology is often the creator of illusions and expectations and when it doesn’t work, we find ourselves alone in a world that is actually very different. At CES number 51 in Las Vegas, this year the most commonly used words were Virtual Reality and Augmented Reality. This is to make you understand how much the hi-tech companies are pushing on the accelerator to take us into an artifact dimension and little, very little real. It will not be the visual representations that determine what is true and what is not, but only if we want to keep the real and living reality in which we live separate from the false reality and color technology. The music, she too has passed a moment in which trasation, finding a limit to the imaginary, remaining much more real and true than the electronic samplers have managed to recreate over time. Let us hope that the same applies to everything else. 2018 started, but new journeys are about to arrive. We are armed with courage and intelligence and we live the true present, with a touch of innovation that never fails.

BlaggandoMirrorCes

ITA/ La vita in technicolor, la cantavano i Coldplay in Viva al Vida nel lontano 2008. In realtà a 10 anni di distanza, questo titolo è ancora molto attuale e lo userò proprio come titolo di questo primo articolo del 2018, Negli ultimi 3 mesi, passata l’adrenalina degli eventi di novembre tra musica elettronica ed eventi technologici, Club to Club e WebSummit per citare quelli più importanti, siamo stanti invasi da una moltitudine di prodotti innovativi che hanno letteralmente preso posto nelle nostre case, per aiutarci e agevolare le nostre vite. Per non parlare degli accessori di moda, che oltre ad essere esteticamente apprezzabili, sono ricche di intelligenze “artificiali” le quali monitorano costantemente i nostri stili di vita, per capire come farci stare meglio. Perchè però la vita in Technicolor? Oramai sempre più le persone vivono in una realtà che sta fuori dal contesto naturale e spesso viene confuso il contesto sociale con quello surreale delle connessioni digitali. Ma questo non ha portato ad un ingrigimento dei rapporti, semmai li ha colorati maggiormente grazie e soprattutto alla potenza di Instagram. I contenuti video prendono sempre più posto di quelli delle singole immagini (sebbene i selfie restino un must), ma proprio le immagini animate, GIF comprese, con il supporto dei suoni, stanno cambiando i modi con cui le persone si parlano, condividono punti di vista, socializzano. Negli ultimi tre mesi mi sono spostato tanto, ho incontrato tante gente, ho avuto modo di vedere come il mondo in generale si stia muovendo sempre più velocemente e senza tener conto del tempo che scorre. La tecnologia sta colorando i nostri spazi e tutto ciò che ci circonda, facendoci sembrare tutto meravigliosamente bello, ma allo stesso tempo, non ci permette di capire cosa stia succendendo al di fuori della nostra sfera di normalità. La tecnologia è spesso creatrice di illusioni e aspettative e quando questa non funziona, ci ritroviamo soli di fronte ad un mondo che in realtà è molto diverso. Al CES numero 51 di Las Vegas, quest’anno le parole più usate erano Realtà Virtuale e Realtà Aumentata. Questo per farvi capire quanto le aziende hi-tech stiano spingendo sull’acceleratore per portarci in una dimensione artefatta e poco, pochissimo reale. Non saranno le rappresentanze visive a determinare cosa è vero e cosa no, ma solo se saremo noi a voler tenere separate la realtà vera e viva in cui viviamo da quella finta e della tecnologia a colori. La musica, anche lei ha passato un momento in cui di trasazione, trovando però un limite all’immaginario, rimanendo molto più reale e vera di quella che i campionatori elettronici sono riusciti a ricreare nel tempo. Speriamo che lo stesso valga per tutto il resto. Il 2018 è iniziato, ma nuovi viaggi stanno per arrivare. Armiamoci di coraggio e di intelligenza e viviamo il presente vero, con un pizzico di innovazione che non guasta mai.

Fabrizio Chiara

Technology is the new music.


ENG/ Last Saturday at Officine Grandi Riparazioni, the third and final episode of Big Bang took place at the OGR, which definitively consecrated the rebirth and the great style return to Turin of the post-industrial complex owned by Fondazione CRT. The last two concerts, that of the Atomic Bomb and to conclude with a top Dj set of the legendary The Chemical Brothers, have reminded the thousands of people present in the spaces of the ex-Fucine, the spirit of the new OGR, made of innovation, research, experimentation and a lot of culture. It is because starting from November 3, OGR together with Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, will inaugurate the exhibition “Come Una Falena alla Fiamma” with a double site, unprecedented coupling that knows more of homage to the new exhibition venue on occasion of the week of Contemporary Art event in Turin. From 4 to 7 on the occasion of the Club To Club festival always in the hall of the ex-Fucine, there will be the Italian premiere of the Kraftwerk with a series of their live set calling “The Catalogue: 1 2 3 4 5 6 7 8“. Technology is the new music that flows in the areas where trains were once repaired and is played by robots, artificial intelligence and the help of man who remains at the centre of the scene. Together they create new digital sounds in line with the growing trends that Fondazione CRT itself has been marrying since the beginning, when thinking about the rebirth of these spaces.

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ITA/ Lo scorso sabato alle Officine Grandi Riparazioni, è avvenuta la terza e conclusiva puntata di Big Bang, che ha definitivamente consacrato la rinascita e il ritorno in grande stile sul territorio torinese del complesso post industriale di proprietà della Fondazione CRT. Gli ultimi due concerti, quello degli Atomic Bomb e per concludere in bellezza il Dj set dei leggendari The Chemical Brothers, hanno ricordato alle migliaia di persone presenti negli spazi delle ex fucine, lo spirito delle nuove OGR, fatto di innovazione, ricerca, sperimentazione e tanta cultura. Si perchè a partire dal 3 novembre, OGR insieme alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, inaugurerà la mostra “Come Una Falena alla Fiamma” con una doppia sede, inedito accoppiamento che sa più di omaggio alla nuova sede espositiva e che cade in occasione della settimana di Contemporary Art. Dal 4 al 7 in occasione del Club To Club festival sempre nella sala delle ex Fucine, ci sarà l’anteprima italiana dei Kraftwerk con una serie di loro concerti interattivi e in 3D chiamati “The Catalogue: 1 2 3 4 5 6 7 8“. La tecnologia è la nuova musica che scorre nelle aree dove una volta venivano riparati i treni ed è suonata da robot, intelligenze artificiali insieme all’aiuto dell’uomo che resta al centro della scena. Insieme creano nuove sonorità digitali in linea con i trend crescenti che la stessa Fondazione CRT ha sposato sin da subito, quando pensava alla rinascita di questi spazi.

Fabrizio Chiara

WELCOME BACK..OGR

35.000 metri quadri di archeologia industriale sono tornati a risplendere dopo 1.000 giorni di lavori e 100 milioni di euro di investimento. La più grande opera di filantropia a livello europeo è in Italia, a Torino per la precisione, e il 30 settembre riaprirà le sue porte al mondo. Stiamo parlando delle OGR, le Officine Grandi Riparazioni un tempo luogo di lavoro pesante, dove i treni venivano riparati e rimessi a nuovo.

 Un luogo di rinascita appunto e sulla base di questa caratteristica, la Fondazione CRT (gruppo Unicredit), ha deciso di investire per far rinascere nuovamente l’area, dopo decenni di abbandono e che solo in occasione del 150esimo anniversario della Repubblica, aveva rivisto per un breve periodo la vita all’interno dei suoi spazi.

Dopo questi lunghi anni di lavori, in cui sono stati molti i problemi da risolvere per poter mantenere il più possibile le strutture intatte come furono costruite, i risultati si vedono eccome. La famosa struttura ad “H” d’ora in poi ospiterà arte, cultura e innovazioni, il tutto supportato da una posizione invidiabile in città. Si perchè le nuove OGR sono vicine alla stazione della linea alta velocità, alla metropolitana, confina con corso Castelfidardo su un lato, questo lungo corso, nuova direttrice di collegamento nord/sud della città.

Nel raggio di poche centinaia di metri il Politecnico di Torino, laboratori e centri di ricerca privati saranno di supporto alle “Officine Sud“, dove a partire dal 2018, si insedierà un Hub per l’innovazione tecnologica che già conta il supporto dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia e il Best program, per far si che i migliori imprenditori del futuro, possano andare per un periodo a farsi le ossa in America e poi tornare a Torino a costruire il loro futuro e le loro imprese. Le startup non sono solo un fenomeno passeggero e la Fondazione CRT ci sta scommettendo con uno spazio che mette a disposizione di 500 persone, questa per dare la dimensione degli uffici open space, sale riunioni e luoghi di lavoro. Una piccola “Station F” parigina a Torino. Nelle “Officine Nord” invece sarà la cultura, l’arte a fare da padrone di casa. Eventi ed esposizioni, concerti, animeranno gli spazi che prima potevano contenere vagoni di treni in verticale, si perchè qui gli spazi sono enormi, alti 19 metri, e sono adatti ad ospitare in qualsiasi momento dell’anno (ci sono impianti di riscaldamento e rinfrescamento grazie alla falda che si trova sotto le vecchie officine), eventi diversi. La rinascita passa anche dalla contemporaneità e dall’essere versatili e modulabili, mai statici e fermi, perchè il mondo corre e non lo si può bloccare.

Dal 30 settembre e per 15 giorni BigBang, con una serie di concerti e mostre completamente gratuiti, permetteranno ai torinesi di riprendersi un pezzo di città e tornare a farlo vivere, come lo è stato in passato. In mezzo a collegare questi due grandi padiglioni così diversi ma fortemente legati, ci sarà l’area del cibo e del bere a filiera corta. Da sempre la Fondazione CRT mira a creare dei volani economici che con la ricaduta sul territorio, diventano motore dell’evoluzione e della crescita, perchè il bene comune, è quello a cui tiene di più quando investe in progetti come questi. Il transetto che separa le due nuove piazze a cielo aperto all’interno del polo industriale, permetterà di far vivere momenti di relax in uno spazio che può solo essere un luogo di ispirazione e condivisione, dove le persone si ritrovano, parlano, si scambiano idee e pensieri avvolti in un’atmosfera retrò e contemporanea al tempo stesso. I dettagli dei vecchi binari, i murales sono un mix che ben si conciliano all’interno delle nuove Officine, che sono state seguite giorno dopo giorno, fin dal 2014 dall’occhio esperto dell’Arch. Marco Colasanti. Io non vedo l’ora di rivedere le OGR, come tutti i torinesi d’altronde perchè questi spazi, da sempre, hanno fatto di Torino, la grande città industriale che è stata ed è tutt’oggi in piena evoluzione sociale, economica e culturale.

Welcome back OGR.

Fabrizio Chiara

Start selling Spectacles in US for $129,99

ENG/ Finally Spectacles are arrived in the market, but only for US customer. For $ 129,99 (130 is a psycological limits) Snapchat in pre IPO phases launched a pre-sale of its smart glasses to start the new era of its famous “stories“. Spiegel says:  “As Evan shared in his interview with the WSJ, when we launched, the idea was : ‘We’re going to take a slow approach to rolling them out,’ says Spiegel. ‘It’s about us figuring out if it fits into people’s lives and seeing how they like it.’ Response has been positive since November’s launch so we’re now happy to be able to make Spectacles more readily available — especially for those in the US who have not been able to make it to a Snapbot.”


I’ve a question about the technology role in our life. Last weekend was lunched a great movie with a great cast (EmmaWatson and Tom Hanks first of all), The Circle tells an intolerable situation in witch extra connection reduced privacy and freedom rights. Not only social media, but also wearable accessories integrate an external and internal body transform any people in an actors that cannot mistake because in any moment one cam, one smartphone where connect to the world and anyone could be controlled anyone.
Do you want all this?


ITA/ Finalmente gli Spectacles, gli smart glass attesi da tempo, sono arrivati sul mercato, ma solo per gli utenti americani. Per 129,99 dollari (sotto la soglia psicologica dei 130 dollari), Snapchat ha lanciato in vista della IPO una prevendita dei suoi interessantissimi occhiali smart, entrando nella nuova era delle sue famose “storie“. Speigel spiega: “come Evan ha dichiarato nella sua intervista con il WSJ, quando abbiamo lanciato, l’idea era: Noi dobbiamo usare un approccio lento nel far uscire questa soluzione. Si tratta sempre di vedere se piace il nostro modo di vedere le cose e cosa gli utenti ne pensano”. Vista la risposta positiva ai test di novembre, siamo felici di poter dare la possibilità a tutti quegli americani che non sono ancora riusciti ad acquistare i Spectacles agli Snapbot, di poterli avere”.


Io però ho una domanda a proposito del ruolo della tecnologia nelle nostre vite. Lo scorso weekend è uscito nelle sale un gran bel film con un gran bel cast (Emma Watson e Ton Hanks primi di tutti), The Circle racconta una situazione intollerabile in cui una connessione eccessiva riduce la privacy e i diritti di essere liberi. Non solo i social media, ma anche accessori tecnologici indossabili integrati dentro o fuori dal corpo, trasforma chiunque in un attore che non poteva sbagliare, perchè in ogni momento una telecamera, uno smartphone era connesso con il mondo e chiunque, poteva essere controllato da chiunque.
Voi volete tutto questo?
Fabrizio Chiara

Millenials loves #NoBrand.

millenials

ENG/ It’s time to change the fashion rules and will be not the fashion group or art directors the writers of these.
After 50/60 years customers rewrite the new paradigm because today millenials dosen’t approve brand exibition.  It’s not a status symbol, it’s not a trend that solve the identity problem of this new consumer young class. If in YouTube or in the community for fashion lovers runs a the video with instructions to remove brand label without damage the clothes, the new guidelines of important fashion Abercrombie or Polo Ralph Lauren brands art director are: small logo and naming, or fully no brand to follow the mindeset of millenials. The new consumer pay for a good prodcut with a right price, it privileging ecofriendly textiles and good design first of all, but witout forget the human right.
This is the “Ikea era” where is not important who is you, but whats buy and how to buy.

group of friends meeting in the city center

ITA/ E’ tempo di cambiare le regole della moda, e non saranno nei grossi gruppi del fashion o i direttori creativi a scriverle. Dopo 50/60 anni sono i clienti quelli che riscrivono un nuovo paradigma perchè oggi ai cosidetti “millenials” non interessano i marchi simbolo di appartenenza ad una certa classe sociale. Non è uno status symbol o una nuova moda che risolve il problema dell’identità di questa nuova classe di consumatori. Se su YouTube o nei gruppi di patiti di moda girano video che spiegano come rimuovere le etichette dei marchi senza fare danni al capo, le nuove line guiode dei direttori creativi di importanti marchi di moda come Abercrombie o Polo Ralph Lauren dicono di ridurre al minimo loghi e nomi, oppure togliere totalmente tutti i riferimenti al brand. Questo per seguire la mentalità dei millenials. I giovani consumatori di oggi preferiscono pagare per un prodotto di qualità ad un prezzo equo, privilegiano tessuti eco ssostenibili prima di tutto senza dimenticarsi dei diritti umani di chi produce i capi.
Questa è “l’era Ikea” dove non è importante chi sei, ma cosa e come compri.

Fabrizio Chiara

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