Big Data..beyond the real life limits

ENG/ No one sees them, no one perceives them. None. People lives surrounded by invisible elements, at least apparently, but nobody believes them. Immersed in a normality that lasts 24 hours, people produce without their knowledge, billions of information, data, numbers and live believing that a ticket, a bip with the card or the contactless smartphone, a full tank or a swipe at the cocktail bar on Friday evening leave some traces of themselves. Instead, everything we do is analyzed by an algorithm, filmed by a camera, shared on the social network, transferred via the Internet with an email. All this huge amount of personal information is called BIG DATA which obviously stands for MORE DATA. The companies of this century live off these great quantities of information because with these, they make us money. Cash which year by year, generates billions in turnover, more employes and creates new control concepts.
The big computer of multinationals and not only, invest hundreds of millions of euros to develop systems and computers that can transform user information into real money, selling market analysis and helping their customers to improve the performance of their businesses. But this is not the only end. There are more opportunities at stake, which are throwing the throats at those who want to have control of the masses. We are not able to understand who they are, what they do and what they aspire to, but nothing prevents us from thinking how the elevation of this information can alter and guide certain decisions more and more precisely at global level. We are becoming slaves to a system that controls us in everything, with an intrusiveness so latent that no one can almost notice it. Let’s lose an identity, let’s have unique tastes, let’s differentiate ourselves from each other. We are in danger of following (or rather already following) ideologies that do not represent us, that do not belong to us, that we do not even know we share, yet the data is taking us where none of us thinks we are really going. Towards a future led by those who do not want us to lead and who, after all, the data, know very well how and where we will go.


ITA/ Nessuno li vede, li percepisce. Nessuno. La vita delle persone è circondata da elementi invisibili, almeno apparentemente, ma nessuno ci crede. Immersi in una normalità che dura 24 ore, le persone producono a loro insaputa, miliardi di informazioni, dati, numeri e vivono credendo che uno scontrino, una bippata con la carta o lo smartphone contactless, un pieno di benzina o una strisciata al cocktail bar del venerdì sera lasci qualche traccia di se stessi. Invece no, tutto ciò che facciamo viene analizzato da un algoritmo, ripreso da una telecamera, condiviso sul social network, traferito via internet con una mail. Tutta questa enorme mole di informazioni personali si chiamano BIG DATA (dall’inglese GRANDI DATI) che ovviamente sta per TANTI DATI. Le aziende del secolo attuale vivono di queste grandi quantità di informazioni perchè con queste, ci fanno i soldi. Denaro sonante che anno su anno ingrossano fatturati miliardari, impiegano sempre più persone e creano nuovi concetti di controllo.
Le grandi multinazionali informatiche e non solo, investono centinaia di milioni di euro per potenziare sistemi e calcolatori in grado di trasformare le informazioni degli utenti in soldi veri, vendendo analisi di mercato e aiutando i loro clienti a migliorare le performance dei propri business. Ma tutto questo non è l’unico fine. Ci sono in gioco opportunità maggiori, che fanno gola a chi invece vuole avere il controllo delle masse. Non siamo in grado di capire chi siano, cosa facciano e a cosa ambiscono, ma nulla ci vieta di pensare come l’eleaborazione di queste informazioni, possano alterare e guidare in maniera sempre più precisa certe decisioni a livello globale. Stiamo diventando schiavi di un sistema che ci controlla in tutto e per tutto, con un’invadenza così latente che nessuno può quasi accorgersene. RIschiamo di perdere un’identità, di avere dei gusti unici, di differenziarci gli uni dagli altri. Stiamo rischiando di seguire (anzi già lo facciamo) ideologie che non ci rappresentano, che non ci appartengono, che non sappiamo nemmeno di condividere, eppure i dati, ci stanno portando dove nessuno di noi pensa di andare realmente. Verso un futuro guidato da chi non vogliamo che ci guidi e che in fondo, i dati, sanno benissimo come e dove andremo.

Fabrizio Chiara

Technology Creativity AI Music

(Courtesy: Sonar)

ENG/ 2018 is a year of great technological progress on many fronts. Design is an essential part of this improvement process and ranges from the music sector to furniture, from cars to integration into advanced cities. At the center, the protagonist is always the human who finds itself interacting 360 degrees with millions of data that help to live even deeper, deeper emotions. Algorithms choose the colors of the music projected on the screen of a smartphone, which has chosen for the user, the most suitable outfit for that event. Other more advanced algorithms create music, give answers, compete with the brains of human beings and often win against them. Machines, robots, are and will increasingly be part of the life of this planet, whether you like it or not. They don’t need to dress like us, they are part of us. Design, as mentioned, plays a key role. It’s the aesthetic side of everything we see, we touch. It’s the thing that makes it easy for us to interact directly with everything. The functional aspect of the smartphone is an example of this, but imagine a kitchen, the arrangement of its elements or the controls inside a piece of furniture. Everything is designed, designed according to the need, putting comfort first. In music, a track is nothing more than the creation, design and writing of a message in which design is the language used to translate emotions. We live emotions given by increasingly immersive and deep experiences as mentioned at the beginning. The technology that I have summarized in these aerticle I have been able to live, touch, tested in recent months during business trips made. At the Mobile World Congress in Barcelona, magic mirrors will make clothes disappear from shops solving the problems of theft, there were intelligent systems able to live sensorial experiences never tried before thanks to immersion in images with virtual reality and augmented reality. Let’s not forget music, the one that is now generated by advanced algorithms able to create works that have not an artist name, but that make people dance and go crazy ocean crowds. Always in Barcelona, the Sonar in June, the 25th birthday in which I will take part, the central theme is technology and through new initiatives, will be the protagonist in special events for all those who take part. We live a crazy acceleration every day. Let us remember that progress cannot be stopped and will improve our lives more and more every hour.

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(Courtesy: Google)

ITA/ Il 2018 è un anno di grande progresso tecnologico su molti fronti. Il design è un punto fondamentale di questo processo migliorativo e spazia dal settore musicale a quello dell’arredamento, passando dalle auto fino all’integrazione nelle città evolute. Al centro, il protagonista è sempre l’uomo che si trova ad interagire a 360 gradi con milioni di dati che aiutano a vivere ancor più nel profondo, le emozioni. Algoritmi scelgono i colori della musica che si proietta nello schermo di uno smartphone, il quale ha scelto per l’utente, l’outfit più consono per quell’evento. Altri algoritmi più evoluti creano musica, danno risposte, gareggiano con il cervello degli essere umani e spesso vincono contro gli stessi. Le macchine, i robot, sono e saranno sempre più parte della vita di questo pianeta che lo si voglia oppure o no. Non c’è bisogno che si vestano come noi, loro sono parte di noi. Il design come detto ricopre un ruolo chiave. E’ il lato estetico di ogni cosa che vediamo, tocchiamo. E’ quella cosa che riesce a farci interagire in maniera facile, diretta con ogni cosa. L’aspetto funzionale dello smartphone ne è l’esempio, ma immaginate una cucina, la disposizione dei suoi elementi oppure i comandi all’interno di un atuo. Tutto viene progettato, disegnato a seconda dell’esigenza, mettendo al primo posto la comodità. Nella musica, una traccia non è nient altro che la creazione, la progettazione, la scrittura di un messaggio in cui il design è il linguaggio usato per tradurre emozioni. Viviamo di emozioni date da esperienze sempre più immersive e profonde come detto all’inizio. La tecnologia che ho riassunto in queste parole le ho potute vivere, toccare, provare in questi ultimi mesi durante i viaggi di lavoro fatti. Al Mobile World Congress di Barcellona, i magic mirrors faranno scomparire gli abiti dai negozi risolvendo i problemi dei furti, c’erano sistemi intelligenti in grado di far vivere esperienze sensoriali mai provati prima grazie all’immersione nelle immagini con realtà virtuale e realtà aumentata. Non dimentichiamo la musica, quella che oramai viene generata da algoritmi evoluti in grado di creare opere che non hanno nome, ma che fanno ballare e impazzire folle oceaniche di persone. Sempre a Barcellona, al Sonar di giugno, quello del 25° compleanno al quale prenderò parte, il tema centrale è proprio quello della tecnologia e attraverso delle nuove iniziative, sarà il protagonista in eventi speciali per tutti coloro i quali vi prenderanno parte. Viviamo ogni giorno un accelerazione pazzesca. Ricordiamoci che il progresso non può essere fermato e migliorerà ogni ora di più le nostre vite.

Fabrizio Chiara

3 months of Life in Technicolor

(Courtesy: Sonar)

ENG/Life in Technicolor, the Coldplay sang in Viva al Vida in 2008. Actually 10 years later, this title is still very topical and I will use it as the title of this first article of 2018, In the last 3 months, after the adrenaline of the events of November between electronic music and technological events, Club to Club and WebSummit to name the most important, we are being invaded by a multitude of innovative products that have literally taken their place in our homes, to help us and facilitate our lives. Not to mention the fashion accessories, which besides being aesthetically appreciable, are rich in “artificial” intelligence that constantly monitor our lifestyles, to understand how to make us feel better. Why, however, is life in Technicolor? Now more and more people are living in a reality that is out of the natural context and often the social context is confused with the surreal context of digital connections. But this has not led to a greying of the relationships, if anything it has colored them more thanks to the power of Instagram. Video content takes more and more place than the contents of individual images (although selfie remains a must), but it is precisely the animated images, including GIFs, with the support of sounds, that are changing the ways people talk to each other, share points of view, socialize. In the last three months I have moved a lot, I have met so many people, I have seen how the world in general is moving faster and faster and without taking into account the time that flows. Technology is colouring our spaces and everything that surrounds us, making us look all wonderfully beautiful, but at the same time, it does not allow us to understand what is happening outside of our sphere of normality. Technology is often the creator of illusions and expectations and when it doesn’t work, we find ourselves alone in a world that is actually very different. At CES number 51 in Las Vegas, this year the most commonly used words were Virtual Reality and Augmented Reality. This is to make you understand how much the hi-tech companies are pushing on the accelerator to take us into an artifact dimension and little, very little real. It will not be the visual representations that determine what is true and what is not, but only if we want to keep the real and living reality in which we live separate from the false reality and color technology. The music, she too has passed a moment in which trasation, finding a limit to the imaginary, remaining much more real and true than the electronic samplers have managed to recreate over time. Let us hope that the same applies to everything else. 2018 started, but new journeys are about to arrive. We are armed with courage and intelligence and we live the true present, with a touch of innovation that never fails.

BlaggandoMirrorCes

ITA/ La vita in technicolor, la cantavano i Coldplay in Viva al Vida nel lontano 2008. In realtà a 10 anni di distanza, questo titolo è ancora molto attuale e lo userò proprio come titolo di questo primo articolo del 2018, Negli ultimi 3 mesi, passata l’adrenalina degli eventi di novembre tra musica elettronica ed eventi technologici, Club to Club e WebSummit per citare quelli più importanti, siamo stanti invasi da una moltitudine di prodotti innovativi che hanno letteralmente preso posto nelle nostre case, per aiutarci e agevolare le nostre vite. Per non parlare degli accessori di moda, che oltre ad essere esteticamente apprezzabili, sono ricche di intelligenze “artificiali” le quali monitorano costantemente i nostri stili di vita, per capire come farci stare meglio. Perchè però la vita in Technicolor? Oramai sempre più le persone vivono in una realtà che sta fuori dal contesto naturale e spesso viene confuso il contesto sociale con quello surreale delle connessioni digitali. Ma questo non ha portato ad un ingrigimento dei rapporti, semmai li ha colorati maggiormente grazie e soprattutto alla potenza di Instagram. I contenuti video prendono sempre più posto di quelli delle singole immagini (sebbene i selfie restino un must), ma proprio le immagini animate, GIF comprese, con il supporto dei suoni, stanno cambiando i modi con cui le persone si parlano, condividono punti di vista, socializzano. Negli ultimi tre mesi mi sono spostato tanto, ho incontrato tante gente, ho avuto modo di vedere come il mondo in generale si stia muovendo sempre più velocemente e senza tener conto del tempo che scorre. La tecnologia sta colorando i nostri spazi e tutto ciò che ci circonda, facendoci sembrare tutto meravigliosamente bello, ma allo stesso tempo, non ci permette di capire cosa stia succendendo al di fuori della nostra sfera di normalità. La tecnologia è spesso creatrice di illusioni e aspettative e quando questa non funziona, ci ritroviamo soli di fronte ad un mondo che in realtà è molto diverso. Al CES numero 51 di Las Vegas, quest’anno le parole più usate erano Realtà Virtuale e Realtà Aumentata. Questo per farvi capire quanto le aziende hi-tech stiano spingendo sull’acceleratore per portarci in una dimensione artefatta e poco, pochissimo reale. Non saranno le rappresentanze visive a determinare cosa è vero e cosa no, ma solo se saremo noi a voler tenere separate la realtà vera e viva in cui viviamo da quella finta e della tecnologia a colori. La musica, anche lei ha passato un momento in cui di trasazione, trovando però un limite all’immaginario, rimanendo molto più reale e vera di quella che i campionatori elettronici sono riusciti a ricreare nel tempo. Speriamo che lo stesso valga per tutto il resto. Il 2018 è iniziato, ma nuovi viaggi stanno per arrivare. Armiamoci di coraggio e di intelligenza e viviamo il presente vero, con un pizzico di innovazione che non guasta mai.

Fabrizio Chiara

Technology is the new music.


ENG/ Last Saturday at Officine Grandi Riparazioni, the third and final episode of Big Bang took place at the OGR, which definitively consecrated the rebirth and the great style return to Turin of the post-industrial complex owned by Fondazione CRT. The last two concerts, that of the Atomic Bomb and to conclude with a top Dj set of the legendary The Chemical Brothers, have reminded the thousands of people present in the spaces of the ex-Fucine, the spirit of the new OGR, made of innovation, research, experimentation and a lot of culture. It is because starting from November 3, OGR together with Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, will inaugurate the exhibition “Come Una Falena alla Fiamma” with a double site, unprecedented coupling that knows more of homage to the new exhibition venue on occasion of the week of Contemporary Art event in Turin. From 4 to 7 on the occasion of the Club To Club festival always in the hall of the ex-Fucine, there will be the Italian premiere of the Kraftwerk with a series of their live set calling “The Catalogue: 1 2 3 4 5 6 7 8“. Technology is the new music that flows in the areas where trains were once repaired and is played by robots, artificial intelligence and the help of man who remains at the centre of the scene. Together they create new digital sounds in line with the growing trends that Fondazione CRT itself has been marrying since the beginning, when thinking about the rebirth of these spaces.

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ITA/ Lo scorso sabato alle Officine Grandi Riparazioni, è avvenuta la terza e conclusiva puntata di Big Bang, che ha definitivamente consacrato la rinascita e il ritorno in grande stile sul territorio torinese del complesso post industriale di proprietà della Fondazione CRT. Gli ultimi due concerti, quello degli Atomic Bomb e per concludere in bellezza il Dj set dei leggendari The Chemical Brothers, hanno ricordato alle migliaia di persone presenti negli spazi delle ex fucine, lo spirito delle nuove OGR, fatto di innovazione, ricerca, sperimentazione e tanta cultura. Si perchè a partire dal 3 novembre, OGR insieme alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, inaugurerà la mostra “Come Una Falena alla Fiamma” con una doppia sede, inedito accoppiamento che sa più di omaggio alla nuova sede espositiva e che cade in occasione della settimana di Contemporary Art. Dal 4 al 7 in occasione del Club To Club festival sempre nella sala delle ex Fucine, ci sarà l’anteprima italiana dei Kraftwerk con una serie di loro concerti interattivi e in 3D chiamati “The Catalogue: 1 2 3 4 5 6 7 8“. La tecnologia è la nuova musica che scorre nelle aree dove una volta venivano riparati i treni ed è suonata da robot, intelligenze artificiali insieme all’aiuto dell’uomo che resta al centro della scena. Insieme creano nuove sonorità digitali in linea con i trend crescenti che la stessa Fondazione CRT ha sposato sin da subito, quando pensava alla rinascita di questi spazi.

Fabrizio Chiara

WELCOME BACK..OGR

35.000 metri quadri di archeologia industriale sono tornati a risplendere dopo 1.000 giorni di lavori e 100 milioni di euro di investimento. La più grande opera di filantropia a livello europeo è in Italia, a Torino per la precisione, e il 30 settembre riaprirà le sue porte al mondo. Stiamo parlando delle OGR, le Officine Grandi Riparazioni un tempo luogo di lavoro pesante, dove i treni venivano riparati e rimessi a nuovo.

 Un luogo di rinascita appunto e sulla base di questa caratteristica, la Fondazione CRT (gruppo Unicredit), ha deciso di investire per far rinascere nuovamente l’area, dopo decenni di abbandono e che solo in occasione del 150esimo anniversario della Repubblica, aveva rivisto per un breve periodo la vita all’interno dei suoi spazi.

Dopo questi lunghi anni di lavori, in cui sono stati molti i problemi da risolvere per poter mantenere il più possibile le strutture intatte come furono costruite, i risultati si vedono eccome. La famosa struttura ad “H” d’ora in poi ospiterà arte, cultura e innovazioni, il tutto supportato da una posizione invidiabile in città. Si perchè le nuove OGR sono vicine alla stazione della linea alta velocità, alla metropolitana, confina con corso Castelfidardo su un lato, questo lungo corso, nuova direttrice di collegamento nord/sud della città.

Nel raggio di poche centinaia di metri il Politecnico di Torino, laboratori e centri di ricerca privati saranno di supporto alle “Officine Sud“, dove a partire dal 2018, si insedierà un Hub per l’innovazione tecnologica che già conta il supporto dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia e il Best program, per far si che i migliori imprenditori del futuro, possano andare per un periodo a farsi le ossa in America e poi tornare a Torino a costruire il loro futuro e le loro imprese. Le startup non sono solo un fenomeno passeggero e la Fondazione CRT ci sta scommettendo con uno spazio che mette a disposizione di 500 persone, questa per dare la dimensione degli uffici open space, sale riunioni e luoghi di lavoro. Una piccola “Station F” parigina a Torino. Nelle “Officine Nord” invece sarà la cultura, l’arte a fare da padrone di casa. Eventi ed esposizioni, concerti, animeranno gli spazi che prima potevano contenere vagoni di treni in verticale, si perchè qui gli spazi sono enormi, alti 19 metri, e sono adatti ad ospitare in qualsiasi momento dell’anno (ci sono impianti di riscaldamento e rinfrescamento grazie alla falda che si trova sotto le vecchie officine), eventi diversi. La rinascita passa anche dalla contemporaneità e dall’essere versatili e modulabili, mai statici e fermi, perchè il mondo corre e non lo si può bloccare.

Dal 30 settembre e per 15 giorni BigBang, con una serie di concerti e mostre completamente gratuiti, permetteranno ai torinesi di riprendersi un pezzo di città e tornare a farlo vivere, come lo è stato in passato. In mezzo a collegare questi due grandi padiglioni così diversi ma fortemente legati, ci sarà l’area del cibo e del bere a filiera corta. Da sempre la Fondazione CRT mira a creare dei volani economici che con la ricaduta sul territorio, diventano motore dell’evoluzione e della crescita, perchè il bene comune, è quello a cui tiene di più quando investe in progetti come questi. Il transetto che separa le due nuove piazze a cielo aperto all’interno del polo industriale, permetterà di far vivere momenti di relax in uno spazio che può solo essere un luogo di ispirazione e condivisione, dove le persone si ritrovano, parlano, si scambiano idee e pensieri avvolti in un’atmosfera retrò e contemporanea al tempo stesso. I dettagli dei vecchi binari, i murales sono un mix che ben si conciliano all’interno delle nuove Officine, che sono state seguite giorno dopo giorno, fin dal 2014 dall’occhio esperto dell’Arch. Marco Colasanti. Io non vedo l’ora di rivedere le OGR, come tutti i torinesi d’altronde perchè questi spazi, da sempre, hanno fatto di Torino, la grande città industriale che è stata ed è tutt’oggi in piena evoluzione sociale, economica e culturale.

Welcome back OGR.

Fabrizio Chiara

Start selling Spectacles in US for $129,99

ENG/ Finally Spectacles are arrived in the market, but only for US customer. For $ 129,99 (130 is a psycological limits) Snapchat in pre IPO phases launched a pre-sale of its smart glasses to start the new era of its famous “stories“. Spiegel says:  “As Evan shared in his interview with the WSJ, when we launched, the idea was : ‘We’re going to take a slow approach to rolling them out,’ says Spiegel. ‘It’s about us figuring out if it fits into people’s lives and seeing how they like it.’ Response has been positive since November’s launch so we’re now happy to be able to make Spectacles more readily available — especially for those in the US who have not been able to make it to a Snapbot.”


I’ve a question about the technology role in our life. Last weekend was lunched a great movie with a great cast (EmmaWatson and Tom Hanks first of all), The Circle tells an intolerable situation in witch extra connection reduced privacy and freedom rights. Not only social media, but also wearable accessories integrate an external and internal body transform any people in an actors that cannot mistake because in any moment one cam, one smartphone where connect to the world and anyone could be controlled anyone.
Do you want all this?


ITA/ Finalmente gli Spectacles, gli smart glass attesi da tempo, sono arrivati sul mercato, ma solo per gli utenti americani. Per 129,99 dollari (sotto la soglia psicologica dei 130 dollari), Snapchat ha lanciato in vista della IPO una prevendita dei suoi interessantissimi occhiali smart, entrando nella nuova era delle sue famose “storie“. Speigel spiega: “come Evan ha dichiarato nella sua intervista con il WSJ, quando abbiamo lanciato, l’idea era: Noi dobbiamo usare un approccio lento nel far uscire questa soluzione. Si tratta sempre di vedere se piace il nostro modo di vedere le cose e cosa gli utenti ne pensano”. Vista la risposta positiva ai test di novembre, siamo felici di poter dare la possibilità a tutti quegli americani che non sono ancora riusciti ad acquistare i Spectacles agli Snapbot, di poterli avere”.


Io però ho una domanda a proposito del ruolo della tecnologia nelle nostre vite. Lo scorso weekend è uscito nelle sale un gran bel film con un gran bel cast (Emma Watson e Ton Hanks primi di tutti), The Circle racconta una situazione intollerabile in cui una connessione eccessiva riduce la privacy e i diritti di essere liberi. Non solo i social media, ma anche accessori tecnologici indossabili integrati dentro o fuori dal corpo, trasforma chiunque in un attore che non poteva sbagliare, perchè in ogni momento una telecamera, uno smartphone era connesso con il mondo e chiunque, poteva essere controllato da chiunque.
Voi volete tutto questo?
Fabrizio Chiara

Millenials loves #NoBrand.

millenials

ENG/ It’s time to change the fashion rules and will be not the fashion group or art directors the writers of these.
After 50/60 years customers rewrite the new paradigm because today millenials dosen’t approve brand exibition.  It’s not a status symbol, it’s not a trend that solve the identity problem of this new consumer young class. If in YouTube or in the community for fashion lovers runs a the video with instructions to remove brand label without damage the clothes, the new guidelines of important fashion Abercrombie or Polo Ralph Lauren brands art director are: small logo and naming, or fully no brand to follow the mindeset of millenials. The new consumer pay for a good prodcut with a right price, it privileging ecofriendly textiles and good design first of all, but witout forget the human right.
This is the “Ikea era” where is not important who is you, but whats buy and how to buy.

group of friends meeting in the city center

ITA/ E’ tempo di cambiare le regole della moda, e non saranno nei grossi gruppi del fashion o i direttori creativi a scriverle. Dopo 50/60 anni sono i clienti quelli che riscrivono un nuovo paradigma perchè oggi ai cosidetti “millenials” non interessano i marchi simbolo di appartenenza ad una certa classe sociale. Non è uno status symbol o una nuova moda che risolve il problema dell’identità di questa nuova classe di consumatori. Se su YouTube o nei gruppi di patiti di moda girano video che spiegano come rimuovere le etichette dei marchi senza fare danni al capo, le nuove line guiode dei direttori creativi di importanti marchi di moda come Abercrombie o Polo Ralph Lauren dicono di ridurre al minimo loghi e nomi, oppure togliere totalmente tutti i riferimenti al brand. Questo per seguire la mentalità dei millenials. I giovani consumatori di oggi preferiscono pagare per un prodotto di qualità ad un prezzo equo, privilegiano tessuti eco ssostenibili prima di tutto senza dimenticarsi dei diritti umani di chi produce i capi.
Questa è “l’era Ikea” dove non è importante chi sei, ma cosa e come compri.

Fabrizio Chiara

cLass. The Italian solar bag

ENG/ Smart people used everyday smart device for work or free time to stay connect with collegues and friends. Often, the batteries of smartphone, tablet, ebook or other electronic gadgets are insuficient to stay on all day, because a massive use reduced the device’s life.
A new Italian fashion startup cLass developed a new solar bag to solve the problem of energy. The team has recived a grant from Ciprus startup competition and with this fund develops the minimum viable product to check the market and after goes to the market with a first real product. The mission of cLass is: “to improve the quality of life by providing portable renewable energy in case when needed, by pooling together high quality made in Italy eco-leather products, solar technology and respect for the environment”. Rumors tell the possibility to integrate a new solar technology made by another Italian tech startup (probably ILOOXS Technologies) for a fully design integration. The competitives advantage are: the Italian design & Made in Italy co-design with leather artisans to have a genuine Italian; thanks to our peculiar business model we are able to have a variable cost structure and it can offer a premium product at a very competitive price compared to biggest brand; the co-creation customer are involved in production process. You vote now to support Marco Li Mandri, Vincenzo Todaro, Davide Di Fatta, Massimo D’Oro and Giovanni Roberto Compagno in the Wind Green Award competition.
class-blaggando
ITA/ La gente è sempre più smart, ed ogni giorno usa i dispositivi mobili per lavoro o tempo libero, per restare connessa ai colleghi o agli amici. Spesso le batterie di smartphone, table, ebook e altri accessori non riescono ad arrivare a fine giornata, a causa del loro uso intensivo, riducendo così anche la vita dei dispositivi stessi. cLass, una nuova startup italiana attiva nel fashion dallo scorso anno, sta sviluppando una borsa solare per risolvere il problema dell’energia. Il team ha ricevuto un grant da una competizione di idee organizzata a Cipro e con il capitale, stanno realizzado i primi prototipi che saranno usati per testare il mercato e successivamente uscire con il prodotto definitivo. La mission dell’impresa innovativa è quella di migliorare la qualità della vita di chi ha questa esigenza, usando l’energia del sole unita al design e lla qualità dei prodotti fatti in Italia, nel rispetto dell’ambiente. Alcuni voci dicono che cLass potrebbe integrare la tecnologia solare innovativa di un’altra azienda del bel paese (probabilmente ILOOXS Technologies) per avere un risultato estetico senza compromessi e totalmente integrata nel loro prodotto che vuole essere innovativo in tutto e per tutto. I vantaggi competitivi di cLass sono: un prodotto di altissimo livello con qualità paragonabile ai grandi brand, un prezzo competitivo e innovativo, e la possibilità di sfruttare la co-creazione, integrando le richieste dei clienti. Potete supportare il team composto da Marco Li Mandri, Vincenzo Todaro, Davide Di Fatta, Massimo D’oro and Giovanni Roberto Compagno che stanno partecipando al Wind Green Award.

Fabrizio Chiara

The 50th Anniversary of CES.

ces2017

ENG/ Welcome in the new era. 2017 is not only the 50th Anniversary of Consumer Electronic Show made in Las Vegas. Every year is the first appointment with the new technologies that trace a new trends. CES is not only a meeting of innvoation and innovators, but is the site where ideas, vision, and different point of view creates the new ways for the future of the people and the planet. Never how this 2017 edition the game chagers meets in Vegas to share the new potential of Artifical Intelligence, Autonomous car, and robot. Good vibes running from the pavillion and also in the events, on the stage. We breathe really innovation. The world come to change with a new industrial revolution (i don’t know calling 4.0 or anythig) but one thing is sure. The world will be not how to earlier.
Yes, because we don’t see the thing changing. More technlogies lives with us and changing our lifestyle with an app connect to a shoes, bracelet, watch and more other wearable gadget. In the next years will see the “mini brain” choose for us what wear, eat, drink or buy for exemple. This is the future for the AI.
Tesla Autopilot shows the possibility to move fast in totally safety, comfort and serenity in the congestion city. In the CES2017 many automotive company exposed a new totally o semi driverless cars. The route is traced and will be not possible to come back. The fear of this changhig grow fast foromthe people but the unique solution is to accepted the challenge and to see so far to dribble the problem.
And you are you ready for the next big things?

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ITA/ Benvenuti nella nuova era. Il 2017 non è solo il 50° anniversario del Consumer Electronic Show di Las Vegas. Ogni anno questo è il primo appuntamento con le tecnologie che traccia i nuovi trend. Al CES non ci sono solo incontri fra innovatori e innovazione, ma è il luogo dove idee, viosni e differenti punti di vista creano le strade del nuovo futuro delle persone e del pianeta. Mai come in questa edizione firmata 2017, chi cambierà il mondo, si sta incontrando nella città del Nevada per condividere tutto il potenziale dell’Intelligenza artificale di cui tanto si parla, auto che si guidano da sole e robot. Vibrazioni positive corrono nei padiglioni della fiera, ma anche negli eventi, sui palchi. Noi respiriamo davvero innovazione qui. Il mondo sta cambiando con una nuova rivoluzione industriale (non so se chiamarla 4.o o altro), ma una cosa è certa. Il mondo non sarà più come prima.
Si, perchè non vediamo il cambiamento. Molte tecnologie vivono con noi e cambiano il nostro modo di vivere con un app che si connette alle scarpe, ad un braccialetto o a un orologio o ad altri gadget indossabili. Nei prossimi anni vedremo che dei “piccoli cervelli” scheglieranno per noi cosa indossare, mangiare, bere o comprare per esempio. Questo è il futuro delle Intelligenze artificali.
L’autopilota di Tesla ci mostra la possibilità di muoverci velocemente e in totale sicurezza, serenità e comfort nel traffico della città. Al CES2017 molte aziende produttrici di auto, hanno esposto le loro auto a guida totalmente o parzialmente automatica.
La strada è ormai tracciata e sarà impossibile tornare indietro. La paura di questo cambiamento cresce veloce fra le persone, ma l’unica possibilità è quella di accettare la sfida e guardare lontano, evitando l’ostacolo.

Voi, siete pronti alla prossima grande novità?

Fabrizio Chiara

Two months and welcome 2017

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Sono due mesi che Blaggando è fermo. Due mesi fatti di aerei, km in auto, incontri e tanto, tanto lavoro. Ci siamo lasciati prima di Lisbona e del primo Web Summit fuori Dublino. Una settimana in cui ho avuto modo di respirare un’aria diversa, fatta anche dai tanti italiani che parlano poco e lavoro tanto, pieni di energia e che vivono con i piedi per terra, con una visione che solo chi fa azienda fuori dall’Italia ha. Parlando di contenuti, il giorno hot per noi, è stato quello del giovedì, in cui si parlava di fashion tech a livelli altissimi, in cui Google, Farfetch ed altre big digital company, hanno calato i loro assi, parlando delle nuove soluzioni che saranno sul mercato nei prossimi mesi. Tornato dal Portogallo, diverse sono state le cause del poco scrivere su Blaggando. Lavorando su ILOOXS i tempi si sono ridotti tantissimo. Gli sviluppi nell’ambito della moda con l’applicazione della tecnologia solare, hanno iniziato a pesare tantissimo e sebbene sia bellissimo tutto questo, il mio scrivere purtroppo ne risente. Le ore di sonno si riducono e purtroppo aumentano quelle in auto, passate alla guida per andare da clienti, fornitori e potenziali partner industriali. Ma non mi sono mai fermato, mai. Il mondo del fashion non si è fermato ed ho continuato a seguirlo con attenzione, condividendo le notizie che ho ritenuto importanti per voi lettori. Dal topo trovato in un abito di Zara, passando per l’aumento di capitale di Velasca (amici di vecchia data), alle calze tecnologiche che aiutano i diabetici. Patagonia decide di donare 10 milioni dei proventi generati dal black friday per la salvaguardia del pianeta. Vi abbiamo detto di fare attenzione agli acquisti con le vostre carte di credito per colpa di tool sempre più sofisticati che vi rubano i soldi, e anche della novità di Amazon GO, che vi permtte di fare la spesa senza più passare dalle casse. Siamo arrivati a fine dicembre, con la scomparsa di Franca Sozzani, la quale ha sconvolto il mondo della moda, ma abbiamo anche raccontato il nuovo incredibile round di finanziamento concluso con positività da RentToRunway, che affitta gli abiti di lusso a chiunque. Insomma, siamo arrivati a questo 1° gennaio 2017 con uno spirito nuovamente carico di aspettative, ovviamente positive per tutti noi che non vediamo l’ora di ritornare sulla cresta dell’onda abbandonando tutti i problemi che nel 2016 no ci hanno fatto passare notti tranquille.
Io (Fabrizio Chiara) vi auguro ogni bene. Spero che i vostri sogni si avverino, che la vostra salute sia fantastica e che sebbene i problemi non finiranno mai, ricordatevi quanto è bello essere liberi di leggere, scrivere, pensare, vivere. L’Italia ha molti difetti, ma se davvero vogliamo che questa barca, torni a veleggiare in mare aperto, sta a noi prendere le giuste decisioni ed impegnarci perchè questo accada. Io ce la sto mettendo tutta, diamoci una mano l’un con l’altra e andremo lontano. Welcome 2017.

Fabrizio Chiara

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