WELCOME BACK..OGR

35.000 metri quadri di archeologia industriale sono tornati a risplendere dopo 1.000 giorni di lavori e 100 milioni di euro di investimento. La più grande opera di filantropia a livello europeo è in Italia, a Torino per la precisione, e il 30 settembre riaprirà le sue porte al mondo. Stiamo parlando delle OGR, le Officine Grandi Riparazioni un tempo luogo di lavoro pesante, dove i treni venivano riparati e rimessi a nuovo.

 Un luogo di rinascita appunto e sulla base di questa caratteristica, la Fondazione CRT (gruppo Unicredit), ha deciso di investire per far rinascere nuovamente l’area, dopo decenni di abbandono e che solo in occasione del 150esimo anniversario della Repubblica, aveva rivisto per un breve periodo la vita all’interno dei suoi spazi.

Dopo questi lunghi anni di lavori, in cui sono stati molti i problemi da risolvere per poter mantenere il più possibile le strutture intatte come furono costruite, i risultati si vedono eccome. La famosa struttura ad “H” d’ora in poi ospiterà arte, cultura e innovazioni, il tutto supportato da una posizione invidiabile in città. Si perchè le nuove OGR sono vicine alla stazione della linea alta velocità, alla metropolitana, confina con corso Castelfidardo su un lato, questo lungo corso, nuova direttrice di collegamento nord/sud della città.

Nel raggio di poche centinaia di metri il Politecnico di Torino, laboratori e centri di ricerca privati saranno di supporto alle “Officine Sud“, dove a partire dal 2018, si insedierà un Hub per l’innovazione tecnologica che già conta il supporto dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia e il Best program, per far si che i migliori imprenditori del futuro, possano andare per un periodo a farsi le ossa in America e poi tornare a Torino a costruire il loro futuro e le loro imprese. Le startup non sono solo un fenomeno passeggero e la Fondazione CRT ci sta scommettendo con uno spazio che mette a disposizione di 500 persone, questa per dare la dimensione degli uffici open space, sale riunioni e luoghi di lavoro. Una piccola “Station F” parigina a Torino. Nelle “Officine Nord” invece sarà la cultura, l’arte a fare da padrone di casa. Eventi ed esposizioni, concerti, animeranno gli spazi che prima potevano contenere vagoni di treni in verticale, si perchè qui gli spazi sono enormi, alti 19 metri, e sono adatti ad ospitare in qualsiasi momento dell’anno (ci sono impianti di riscaldamento e rinfrescamento grazie alla falda che si trova sotto le vecchie officine), eventi diversi. La rinascita passa anche dalla contemporaneità e dall’essere versatili e modulabili, mai statici e fermi, perchè il mondo corre e non lo si può bloccare.

Dal 30 settembre e per 15 giorni BigBang, con una serie di concerti e mostre completamente gratuiti, permetteranno ai torinesi di riprendersi un pezzo di città e tornare a farlo vivere, come lo è stato in passato. In mezzo a collegare questi due grandi padiglioni così diversi ma fortemente legati, ci sarà l’area del cibo e del bere a filiera corta. Da sempre la Fondazione CRT mira a creare dei volani economici che con la ricaduta sul territorio, diventano motore dell’evoluzione e della crescita, perchè il bene comune, è quello a cui tiene di più quando investe in progetti come questi. Il transetto che separa le due nuove piazze a cielo aperto all’interno del polo industriale, permetterà di far vivere momenti di relax in uno spazio che può solo essere un luogo di ispirazione e condivisione, dove le persone si ritrovano, parlano, si scambiano idee e pensieri avvolti in un’atmosfera retrò e contemporanea al tempo stesso. I dettagli dei vecchi binari, i murales sono un mix che ben si conciliano all’interno delle nuove Officine, che sono state seguite giorno dopo giorno, fin dal 2014 dall’occhio esperto dell’Arch. Marco Colasanti. Io non vedo l’ora di rivedere le OGR, come tutti i torinesi d’altronde perchè questi spazi, da sempre, hanno fatto di Torino, la grande città industriale che è stata ed è tutt’oggi in piena evoluzione sociale, economica e culturale.

Welcome back OGR.

Fabrizio Chiara

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