POWA. A story of failure.

Blaggando.powa(photo: TechCrunch)

ENG/ For nature, I’m a sceptic man (not a critic) but when i read some stories, i believe are only a bluff. When in the 2013 i read in TechCruch about Powa Technologies, some aspect i was not enthusiastic. The QRcode for me was not a great and disruption technology, because it was only the new barcode and stop. The problem was not a QRcode, but the Dan Wagner vision of their products. Do you image a reatil stores with only QRcode, without products? In the stores the people formed a queue in front of the dressing room. Ok the story is this. In the 2007 Dan Wagner (after a last positive experience in digital market), decided to funded Powa Technologies with some money. Some millions dollars. With a good skills team in e-commerce and other tech specifics, they developed a some digital integrated solution for new shopping and payment experience, one of these was PowaTag. After 6 years in August, Wagner raised $ 76 millions from Wellington Management and in February 2014 other $ 20 millions. Always in the 2014 Powa buyed an Hong Kong copetitor MpayMe, and the evaluation of the Powa was circa $ 2,7 billion dollars. The ball was inflated. The stimated evaluation was confirmed with a new fundraising operation, always with Wellington Management for other $ 80 mil. Powa growing fast and open many offices in the world New York City, Atlanta, Paris, Madrid, Hong Kong, Toronto, Amsterdam, Hamburg, San Diego, Miami, Milan, Stockholm, Singapore and Beijing. London, in the famous Heron Tower was the Headqauter. 500 employees but the revenues didn’t grow. I don’t know people that used this technologies. Nobody. In the 2015 the prospective of the revenues was stimed $ 80 mil. Only an idea. The rest of the story is the today story. Deloitte was engaged to solve the emplyees problems and the cash crush. In the Powa bank account there are only 250.ooo dollars and over $ 16 millions of debit. The parts of the company will be selling to solve this debit. This is the failure’s story of Powa Technlogies, a story of the old unicorn.

Blaggando.powa.impresa(Foto: Impresamia)

ITA/ Sono uno scettico per natura (non un criticone, si sappia) ma quando leggo certe storie, mi viene il presentimento che tutto sia un bluff. Quando nel 2013 lessi l’articolo di TechCrunch su Powa, qualcosa non mi entusiasmava. Fin dalla nascita il QRcode, non è mai stato un prodotto che mi abbia poi tanto colpito, pratico (come un codice a barre) in sostanza cambia poco, se non che ti rimanda ad un sito internet dopo averlo scansionato con una fotocamera di un cellulare. Ma il punto non è il QRcode, ma il sistema che Dan Wagner professava, come il metodo che avrebbe stravolto completamente il modo di fare acquisti nei negozi e sul web. Voi, ve lo immaginate un negozio fatto solo di foto? Bah, io proprio no, soprattutto perchè le code ai camerini sono sempre lunghe come una quaresima. Detto questo, Nel 2007 nasce Powa Technologies con alcuni milioni di dollari messi prorpio da Wagner (che aveva fatto soldi precedentemente con altre aziende digitali). Lui e il suo team si mettono al lavoro, esperti di e-commerce e di come migliorare l’eperienza di acquisto con i nuovi strumenti elettronici, permette a loro di creare soluzioni web e non solo, in grado di integrarsi con i sistemi più usati. Arriviamo al 2013 e qui inizia a gonfiarsi la storia. Una grossa operazione di raccolta di capitali ad agosto, porta nelle casse di Powa 76 milioni di dollari, ai quali se ne aggiungeranno oltre 20 milioni a febbraio 2014. L’azienda punta ad espandersi aprendo sedi in diverse parti del mondo. Intanto il tempo passa e a giugno Wagner spende 75 milioni per comprarsi un concorrente asiatico, MpayMe, e il valore dell’azienda (secondo lui  raggiunge i 2,7 miliardi). La stima pare fosse corretta, perchè a novembre 2014 chiude un terzo giro di raccolta di capitali (detto anche Round C) di 80 milioni sempre con i primi investitori, quelli di Wellington Management che ne dimostra il valore. Da qui si parte veloci e si raggiungono numeri davvero grandi. 500 dipendenti, sedi in mezzo mondo oltre alla mega sede di Londra nel famoso Heron Tower, anche New York City, Atlanta, Parigi, Madrid, Hong Kong, Toronto, Amsterdam, Amburgo, San Diego, Miami, Milano, Stoccolma, Singapore e Pechino. In Italia il general manager Germano Marano, chiude pure contratti con Rai Pubblicità, dicendo che anche qui i tempi sono maturi. Nel settore fashion, il gruppo Miroglio fa dei test con la tecnologia supportata da Nuvò (azienda tecnologica ora proprietà di H-Farm) che di tecnologia dovrebbe intendersene. Io francamente, non conosco nessuno che abbia mai usato davvero la tecnologia di Powa per fare acquisti, nessuno. Siamo nel 2015 e qui il fatturato era stimato per 80 milioni, a pochi mesi dalla fine dell’anno, Wagner diceva che stavano costruendo un prodotto più grande di quello di Alibaba. Ma magari. Tanto interesse da parte di aziende (anche grandi), ma le stime e gli obbiettivi, sono rimasti tali. Tanto fumo e poco arrosto. La storia di oggi la si conosce. Deloitte viene nominata a gestire una crisi enorme (nel mondo del fintech fallimenti del genere non so quanti se ne siano visti), con dipendenti a casa, casse vuote (semmai piene di debiti per circa 16 milioni di dollari) e le unità vendute a pezzi per raccimolare il più possibile. Powa, storia di un fallimento.

Fabrizio Chiara
(@minitaxi)

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