La fashion blogger Anniken Jorgensen, sfida il fast fashion.

Blonde Jorgensen

ITA/ Ha fatto il giro del mondo la notizia, a tal punto che i vertici di H&M, non hanno potuto che invitare la giovane fashion blogger Anniken Jorgensen, a presentarsi nel quartier generale del noto brand di fast fashion per parlarle. Il Messaggero e altre testate hanno riportato la notizia. Quando il potere della scrittura vera, quella prodotta sul campo, tocca brand di fama mondiale, si nota tutta la potenza dirompente dell’informazione minore, quella meno famosa ma forse più pungente. Aftenposten,  (quotidiano norvegese) ha deciso di rompre gli schemi e di creare un video documentario, di ciò che accade nelle fabbriche in cui i capi della moda low cost vengono prodotti. Spedite 3 blogger per un mese in Cambogia, il documentario ha cercato di mettere a nudo la realtà di chi vive in quei luoghi, fatti di sfruttamento e totale mancanza di diritti per i propri lavoratori. Realtà cinesi non molto lontane (l’esempio è la città di Prato per intenderci), sono la dimostrazione che non è molto lontana la stessa identica situazione dell’estremo oriente, ma la situazione trovata in qui luoghi, ha portato il quotidiano nordico a ridimensionare parte del documentario, in quanto poteva essere lesiva per i marchi che li producono i loro capi. Ciò non è piaciuto alla giovane biondina Anniken, che di sua volontà ha voluto raccontare fuori dalle righe dello stesso giornale, la sua verità, quella fatta di tristi situazioni a scapito del prezzo vantaggioso per i fortunati acquirenti del fast fashion mondiale. Detto questo. Non è solo la moda il punto centrale di questa storia, aimè anche altri mercati usano lo stesso modello per creare grossi ricavi, che servono a pagare stipendi di centinaia di migliaia di dollari a pochi eletti che dall’altra parte del mondo creano il vero valore, con la progettazione, la ricerca, il marketing. Un plauso va sicuramente fatto alla Jorgensen, che ha sfidato il potere di una big della moda, per farci capire che il low cost, non deve essere un motivo per sfruttare il mondo.

Jorgensen blog Jorgensen Blaggando

ENG/ The great news, its touch the head of the brand of H&M, and to invite the young fashion blogger Anniken Jorgensen, to appear at the headquarters of the famous brand of fast fashion to tell your story. In Italy the notice is reported on The Messaggero newspaper. When the power of writing, it’s true and it produced on the field, it’s up world famous brand, you can see all the explosive power of information less, the less famous but perhaps more pungent. Aftenposten (Norwegian newspaper) decided to rompre patterns and create a video documentary of what happens in the factories in which the leaders of fashion are low cost products. 3 bloggers sent for a month in Cambodia’s area, the documentary has sought to lay bare the reality of those who live in those places, facts of exploitation and lack of rights for their workers. Chinese actually not very far (the example is the city of Prato in Italy), are proof that it is not very far and the same situation in the Far East, but the situation found in places here, has led the Nordic newspaper to resize part of the documentary, as it could be detrimental for the brands that produce them their leaders. This is not like the young blonde Anniken, who wanted to tell her version outside the lines of the same newspaper, its true story, that colud be sad situations at the expense of the advantageous price for the lucky buyers of the fast fashion world. That being said. Its not only the fashion center point of this story, alas other markets use the same template to create large revenues, which are used to pay the salaries of hundreds of thousands of dollars to a select few on the other side of the world create the true value with the design, research, marketing. A applaud definitely made to Jorgensen, who challenged the power of a big fashion, to make us understand that the low cost, should not be a reason to exploit the world.

Fabrizio Chiara

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s