E-commerce..l’altra faccia della crisi.

Beautiful young woman shopping over internet

21 miliardi di euro nel 2012, +12% rispetto all’anno precedente. Il 55% delle imprese con portale e-commerce, vendono i propri prodotti anche all’estero, con un giro d’affari del 27% delle richieste totali. Nella prima parte del 2013 poi, quasi il 50% dei navigatori, ha pigiato il bottone “buy” sul web, facendo registrare un +12,2% rispetto a 12 mesi fa. Numeri che dimostrano, quanto la crisi morda sul commercio tradizionale e sposti gli acquisti su un mercato più esteso e che concede concorrenza maggiore, riuscendo a far diminuire i prezzi di acquisto. Questi numeri sono generici e riguardano il complesso mercato del web, ma la moda muove sicuramente numeri importanti, e ciò è dimostrato dal sempre maggior numero di negozi “virtuali” che aprono i battenti, anche per aumentare il range di clientela. Lo scorso anno, 12 milioni di italiani hanno fatto ricorso ad internet per fare almeno 1 acquisto, ed un dato preoccupante per loro, è sicuramente quel 75% di e-commerce non regolari (secondo una relazione della Commissione Europea), che mette a rischio la loro sicurezza verso truffe e furti di identità, in costante ascesa.

ecommerce

Una serie di consigli, dati da un’importante azienda che basa molto del suo fatturato, sulla vendita wia web, sono stati raccolti in una guida gratuita e consultabile sul sito web gfnarcisi.itUn passaggio fondamentale della guida dice: “Come prima cosa, è sempre buona norma controllare che la partita IVA corrisponda esattamente a quella determinata azienda. La verifica può essere effettuata sul sito dell’Agenzia delle Entrate, presso la Camera di Commercio o con una semplice ricerca in rete, prestando particolare attenzione ai commenti di altri utenti. In generale, è consigliabile diffidare dai siti web che non indicano i dati aziendali e di contatto (telefono, email). Non fornire mai e in alcun modo i dati della propria carta di credito o dei conti personali via email, telefonicamente e su siti sconosciuti o non protetti (affinché i dati siano protetti e crittografati l’indirizzo deve iniziare con https e deve comparire il simbolo di un lucchetto sul proprio browser). Per quanto riguarda, invece, il terminale dal quale si effettua l’acquisto, evitare di accedere da postazioni pubbliche, privilegiando il proprio computer e controllare che non ci siano occhi indiscreti a scrutare i dati inseriti. Tenere sempre aggiornato il sistema operativo, il browser e, soprattutto, antivirus e firewall.” Dalle parole di Marco e Francesco Narcisi, un ‘ottimo vademecum per evitare situazioni infelici e sfruttare al meglio, le potenzialità della rete.

Chiudiamo con una tabella, che riassume le prevsioni per il 2013.

settori-ecommerce-2013

Fabrizio Chiara

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