Kappa FuturFestival..l’elettronica che accende.

I festival si sa, sono eventi che solitamente apprezzano la bella stagione, la gente, tanta gente vestita comodamente  e pronta per saltare, ballare e cantare. Il Kappa FuturFestival, è stato un evento che ha portato al Parco Dora di una Torino incandescente, circa 25.000 persone tra il sabato e la domenica, che hanno ballato, bevuto, insomma fatto festa per un totale di 24 ore, sotto la vecchia struttura delle ferriere restituite alla città. Personalmente parlerò del day 2, in quanto il sabato sono stato impossibilitato e soprattutto, perchè tra una foto e l’altra, qualche momento per una birra ed un cocktail, l’ho passato e sono sincero..con i miei amici la domenica.

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L’organizzazione dell’evento è stato imponente, e i miglioramenti dalla prima edizione, erano evidenti. Limitazioni a parte per la press (a volte qualche foto dalla consolle o dal privè  Bacardi avrebbe fatto piacere), era tutto gestito perfettamente, con pochissime code per bere (anche la limitazione sino alle 17 per gli alcolici ha aiutato), il personale era adatto alla situazione. Si sono registrati casi di troppe code per mangiare, ma con migliaia di persone, credo sia plausibile (magari il prossimo anno, pure questo tassello sarà ok). Da sempre parlo di moda e legame di essa con la musica, ma qui evidenziamo che l’elettronica, non ha un concetto di style ben definito. Sicuramente la moda era quella di un popolo che ballava per 12 ore dalle 12 alle 24 in un parco, all’aperto (sebbene coperti da una struttura alta oltre 10 metri), ma con oltre 30 gradi si sudava alla grande.

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Andavano per la maggiore canotta e short con misure discutibili a seconda del sesso, costumi da bagno ed alcuni anche “carnevaleschi” fatto sta che l’imperativo era “comodità”. La musica d’altro canto scaldava anche la notte e la chiusura con RICHIE HAWTIN, ha dato la botta finale e sicuramente il popolo rumoroso e felice del Futur, non avrà notato il passar delle ore sino a quando, purtroppo, è successo quello che nessuno avrebbe mai potuto prevedere, o comunque pensare. Lo schianto all’esterno della galleria a poche centinaia di metri, dal tempio dell’elettronica mondiale ha trasformato il finale di un weekend perfetto, in una triste storia da raccontare (anche per gli addetti ai lavori). Tutti son liberi di giudicare e trarre le proprie conclusioni, sta di fatto che per me si è trattato di un tragico evento in cui, su quel maledetto marciapiede potevo esserci pure io, perché può capitare a tutti di essere nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. Caro Christian Ascolese, RIP.

Chiudo facendo i complimenti a tutto lo staff del Kappa FuturFestival, che mi ha permesso di andare a zonzo per l’evento facendo foto e video per il live blogging via Twitter e Facebook, dando l’opportunità a chi non c’era di godersi piccole pillole di emozioni e spero di poterci essere per il terzo anno. PS..tutte le foto sono sulla pagina Facebook di Blaggando..taggatevi.. Arrivederci Futur.

Fabrizio Chiara

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