La nuova moda per spostarsi in auto. Forse è UBER.

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Io spesso, mi trovo a muovermi in auto per raggiungere i luoghi di mio interesse. Come spesso accade, i mezzi sono utili ma non sempre ti portano nel luogo predefinito e per questo, si usano i TAXI. Parlo a nome mio (ma di certo, conosco centinaia di altre persone che si muovono come me) ma spesso, il servizio vuoi per il traffico, vuoi perchè sei nel picco di maggior richiesta, vuoi per mille motivi, che ci si trova a dover attendere un sacco di tempo e per lo più, il costo è pure elevato. Una soluzione molto pratica, che da poco è sbarcato anche in Italia, con importanti miglioramenti nel servizio di mobilità cittadino è “Uber“. Conoscete la mia passione per le startup, ma questa è degna di nota. Con un’app, si trova il servizio con conducente più vicino, con i contatti di chi guida per qualsiasi eventualità e le tariffe sono competitive. In più il servizio si riconosce ad occhio, perchè predilige solo auto confortevoli di alta gamma, di color nero.

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Ora che le cose iniziavano a funzionare anche in Italia, le lobby del settore si sono mosse funeste, contro questo “attentatore del servizio di trasporto pubblico” con azioni, che in alcuni casi sono andate oltre il reciproco rispetto. L’Italia non è una Repubblica fondata sul lavoro?? Dobbiamo lavorare tutti?? Forse a volte, la concorrenza non è solo minor prezzi, ma anche dare un servizio migliore?? Ed ecco che ora la startup americana, che ha provato a mettere le radici nel bel paese (dopo esserci riuscita liberamente in mezza europa), indice una petizione pubblica (alla quale si può decidere di aderire liberamente a questo link), per fermare il clima di ostilità nei suoi confronti e capire se ha le carte in regola per giocarsi la partita e restare operativa anche qui. Ricordiamoci pur sempre di una cosa. Il progresso, non viene mai da solo. Porta novità, a volte anche difficili da assimilare, ma che col tempo migliorano la vita di tanti di noi. Una cosa però va detta per essere imparlaziali. Uber deve restare un servizio utilizzabile solo per chi ha la licenza per farlo (ovvero gli NCC), sennò vengono meno i principi di uguaglianza e concorrenza che non permetterebbe a tutti i player in campo, di giocarsi la partita, ad armi pari.

Fabrizio Chiara