Ciao Tony, piccolo Elvis all’italiana.

Ha lasciato il segno. Di questo ne sono certi tutti gli italiani, che alla notizia data l’altra sera dalle agenzie di stampa, hanno provato tanta tristezza per questo tragico epilogo. Eppure, l’Elvis d’Italia non avrebbe mai voluto lacrime. E’ sempre stato bello e raggiante Antonio Ciacci (questo il suo nome all’anagrafe), che a 72 anni, ha concluso la sua battaglia con un tumore, che non gli ha lasciato la possibilità di cantare ancora una volta d’innanzi al suo pubblico.

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badabambina

L’uomo dal ciuffo più ribelle di sempre, ha fatto innamorare generazioni di donne, nei tempi del boom economico e del sogno americano, che lui importò in ambito musicale, impersonificando sempre più, quello che era il suo mito di sempre. Elvis Presley. Sia negli abiti di scena, nelle gestualità e nel modo di cantare, nessuno meglio di lui, riuscì a creare un mito di tale portata in Italia. Il rock ‘n roll gli scorreva nelle vene, e come sangue bollente lo faceva saltare per il palco durante i suoi show, sempre affollati da un pubblico che non riusciva a stare senza di lui. Tutti citano i grandi pezzi del suo elaborato repertorio, ma non è stato solo “cuore matto” o “24.000 baci” cantata col molleggiato a renderlo il nostro mito a stelle e strisce, ma soprattutto la passione e l’amore che trasmetteva nelle parole che scriveva. Continua a ridere anche da lassù, “piccolo Tony”.

Fabrizio Chiara

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