Il nuovo anno..2013 ben arrivato.

Ed eccomi qua, seduto alla mia scrivania, pronto per scrivere il primo pezzo del 2013. Passato il frastuono delle feste e la frenesia dell’ultimo regalo, non mi resta che pensare all’anno appena lasciato, ricordando i momenti più belli e quelli meno, facendo un po’ di critica sugli eventi più importanti che hanno contraddistinto il vecchio 2012. I nostri cari amati vestiti, che da sempre riflettono il nostro umore quando li portiamo a spasso con noi, saranno probabilmente gli stessi anche in questo 2013. Purtroppo la situazione economica attuale, non aiuta di certo noi tutti a fare pulizia nei nostri armadi e portare il cambiamento che tanti invocano. Questo riferimento vuol legarsi alla politica italiana, troppo “grigia e vecchia” spesso vestita di un nero che non permette certo, di vedere il bagliore o meglio la scintillante (glitterante) luce, al fondo del tunnel che tutti continuano a intravedere, ma che aimè, sembra sempre così lontana e latente. Ci vuole il colore per cambiare musica anche nella politica, e non basterà di certo il partito arancione a rivoluzionare il sistema, ma nemmeno il sig. Montezemolo, che ci sta provando con lo spirito elegante e forse un po’ snob di Ballantyne (per tornare alla moda), che prova a dire la sua senza osare troppo, tentando di tenere i piedi in due scarpe diverse, forse un mocassino legato o una scarpa più comoda e forse rossa Ferrari. Una cosa forse, è sempre più sentita fra la gente che per campare, si accontenta di capi molto meno eleganti e più casual (per intenderci, casuali, visto ne gli restano solo quelli), che pur di pagare le tasse in tempo taglia su tutto. La gente sente che i tagli portati da chi ci governa, sono poco sartoriali e professionali, a tal punto da sentirsi quasi spogliati dei propri averi, quei pochi che ci sono rimasti perché ereditati da antenati che col lavoro, si facevano tutto. Per concludere, mi piacerebbe vedere quest’anno un vero cambiamento, partendo dagli abiti dei politici che ci rappresentano, visto che con i loro stipendi d’oro (e non solo nel termine), avranno un guardaroba degno di chiamarsi tale, vestendosi di un tono più positivo e colorato, ricordando a loro, che i tagli (ai loro stipendi) si possono fare con cura e precisione, imparando dai nostri maestri sarti, che per non “sprecare” allegano sempre un pezzo di tessuto avanzato per riparare le magagne dell’usura, chiedendo consiglio a quel popolo colorato e variopinto che con eleganza ed educazione (forse un po’ troppo paziente), attende che l’Italia torni a vivere un momento alla moda e positivo come gli utili milionari dei luxury brands del Made in Italy.

Fabrizio Chiara

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s